CURIOSITA’ CONGRESSUALI

 

Le delegazioni straniere

12 aprile 2007

Al congresso dello Sdi a Fiuggi e' prevista anche una folta rappresentanza di delegazioni straniere e in particolare ci saranno presenze di alto profilo del socialismo europeo. Poul Rasmussen, presidente del Partito del Socialismo Europeo interverra' all'apertura dei lavori prima del segretario Enrico Boselli, per portare il saluto del Pse di cui lo Sdi e' membro fondatore.Martin Schulz, presidente del gruppo europarlamentare Pse, parlera' in apertura della sessione di sabato mattina. Maribel Montano, della segreteria nazionale del Psoe, assieme l'eurodeputata Sdi Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale delle donne socialiste, illustrera' le politiche sociali di Zapatero, per sottolineare la sintonia con la battaglia dello Sdi per la laicita' dello Stato. Saranno inoltre presenti numerose delegazioni di partiti socialisti europei di Grecia, Svezia Gran Bretagna, Francia. Georges Papandreu, presidente dell'Internazionale socialista, ha inviato a Enrico Boselli un affettuoso messaggio in cui sottolinea "che lo Sdi e' sempre stato una voce importante nella famiglia pluralista, fatta di diverse tradizioni socialiste, socialdemocratiche e laburiste, che la nostra Internazionale raccoglie" e che "il socialismo italiano ha aperto la strada a sviluppi significativi nel contesto europeo e mediterraneo".

 

Il messaggio del Congresso al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

13 aprile 2007

Signor Presidente, il Congresso dello Sdi, in apertura dei suoi lavori a Fiuggi, Le invia un deferente saluto, accompagnato da una profonda e sentita stima politica e personale. La Sua elezione al Quirinale ha coinciso con una fase assai difficile della vita politica italiana, dopo una lunga ed aspra campagna elettorale che ci ha consegnato col voto un paese profondamente diviso. Signor Presidente, il Congresso dello Sdi, in apertura dei suoi lavori a Fiuggi, Le invia un deferente saluto, accompagnato da una profonda e sentita stima politica e personale. La Sua elezione al Quirinale ha coinciso con una fase assai difficile della vita politica italiana, dopo una lunga ed aspra campagna elettorale che ci ha consegnato col voto un paese profondamente diviso. L’Italia ha un bisogno urgente di stabilità e di riforme, di essere governata con lungimiranza e coraggio, di una modernizzazione della nostra economia e dei nostri costumi, di avere il più assoluto rispetto della libertà individuale con un ampliamento dei diritti civili, di poter contare su imprese innovative capaci di competere sui mercati globali, di una scuola pubblica che rinnovandosi assicuri pari opportunità, di una giustizia che si fondi su garanzie di imparzialità e sulla diffusione di virtù civiche e su un sistema di sicurezza sociale in grado di promuovere equità e giustizia sociale per tutti. Nel nostro Paese vi sono aspri contrasti che richiedono da parte di tutte le forze politiche una sincera volontà di riconoscere le ragioni dell’avversario, pur nella distinzione tra maggioranza ed opposizione che è proprio di una democrazia bipolare, sia pure imperfetta com’è la nostra. Lei, come presidente della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale, costituisce per tutti con la Sua opera, con i suoi messaggi e con i suoi ammonimenti un autorevole e importante riferimento. La nostra epoca è segnata da una profonda incertezza e da una diffusa insicurezza, che sono avvertite innanzitutto dalle nuove generazioni e che sono vissute con sofferenza soprattutto dai ceti più deboli. La pace è continuamente messa in discussione. Guerre e terrorismo rappresentano mali terribili da estirpare. Fondamentalismi di varia natura minacciano la libertà. Noi siamo consapevoli che Lei sta affrontando con grande senso dello Stato un compito così difficile, così come dimostrano i risultati da Lei conseguiti, potendo contare sulla Sua lunga e intensa esperienza politica e parlamentare, segnata da una costante dedizione alle nostre istituzioni.come Lei stesso ha ricordato nel messaggio di fine anno agli italiani, il Suo alto incarico è volto ad interpretare ed esprimere con passione civile e con assoluta imparzialità i valori condivisi della nostra Costituzione e ad interpretare esigenze e bisogni che riflettono l'interesse generale del Paese. Sappia con assoluta certezza, signor Presidente, che tutti noi socialisti saremo sempre al Suo fianco. Lo SDI non è una formazione inventata a scopi di potere, ma un partito che ha alle sue spalle una tradizione secolare di rispetto per i principi fondamentali dell’individuo e di tante lotte per la libertà e la giustizia sociale e che ha un forte legame con il socialismo democratico europeo ed internazionale Noi apriamo oggi un congresso con lo scopo di compiere un grande sforzo per riunificare la famiglia socialista, ma anche per far emergere domani una nuova forza politica che sappia esprimere una vocazione maggioritaria autenticamente riformista e profondamente laica. È con questi sentimenti, Signor Presidente, che il Congresso Le rivolge un caloroso ed affettuoso augurio di buon lavoro al servizio della Repubblica.

 

Il filmato di apertura del Congresso

13 aprile 2007

Un filmato che ripercorre le tappe salienti della storia del socialismo riformista in Italia, da Turati ai giorni nostri passando per personaggi chiave come Nenni, Brodolini, Craxi e Marco Biagi, precederà l’apertura del V Congresso dei Socialisti democratici italiani, che si tiene al Palaterme di Fiuggi, da venerdì 13 a domenica 15 aprile, con inizio dei lavori alle ore 17. Nel filmato, di quattro minuti circa, realizzato da Katia Simmi, una bussola con i punti cardinali delle scelte politiche dei socialisti da un secolo all’altro, dalla giustizia sociale alla scuola pubblica, dalla laicità dello stato al welfare, dal lavoro alle riforme.

 

Rasmussen, Rutelli sbaglia e non capisce

13 aprile 2007 "Sbaglia chi pensa che a Londra ci sia un socialismo, a Parigi un altro socialismo, a Madrid un altro ancora ed in Italia un quarto tipo di socialismo. Credo che Rutelli si sbagli, non capisce". Lo afferma fra gli applausi il Presidente del Pse, Poul Rasmussen, al congresso dello Sdi di Fiuggi. Per Rasmussen "e' l'unita' dei socialisti che fa la vittoria". Rasmussen cita l'esempio negativo della Polonia "dove ci sono 4 partiti socialisti divisi". A Prodi Rasmussen dice: "Mettendo insieme i socialisti ed i democratici, si fa il partito socialdemocratico".

 

Intini serve un partito socialista

13 aprile 2007

"La sinistra italiana non puo' essere l'unica in Europa a non avere un partito che abbia l'orgoglio di chiamarsi socialista". Lo afferma Ugo Intini, Presidente dell'assemblea dello Sdi, aprendo i lavori del congresso.

 

Mussi:non sarà facile, ma apriamo un dialogo con i compagni

14 aprile 2007

Bisogna avviare un "dialogo tra compagni", anche se "non sarà facile", non c'è già una soluzione pronta per unire tutti quelli che non vogliono il Pd, ma "c'è un lavoro da fare, va cominciato". Lo dice il leader della sinistra Ds Fabio Mussi, parlando al congresso dello Sdi. "Ho detto che sono interessato a questo confronto", ricorda Mussi. "Non dobbiamo farci illusioni che sia già pronta la soluzione per mettere insieme tutti quelli che non vogliono il Pd. C'è bisogno di lavorare, sui valori, sui principi, un tavolo di confronto. Ma non bisogna avere paura delle strade non ancora battute, a patto di avere una qualche idea di dove si vuole andare. Impegniamoci tutti nella ricerca, sviluppiamo questo dialogo tra compagni". Per Mussi "c'è bisogno di cose nuove e importanti, dei valori, di una forza ispirata al socialismo, che ha radici nella storia e che guarda al futuro. Più appassionata alla discussione sulle riforme che ad un progetto sui riformismi". Il progetto del Pd è sbagliato, dice Mussi: "Io non accuso i compagni che vogliono il Pd. Anzi, Enrico (Boselli, ndr), bisogna fare uno sforzo anche di misura del linguaggio, perché alla fine dovremo essere insieme, uniti, tutti. Ci vuole rispetto, io rispetto la scelta del Pd. Dico solo che è una scelta politica sbagliata, che porta nella direzione sbagliata". Il nuovo partito, aggiunge Mussi, sarà inevitabilmente fuori dal Pse, in Europa. "Voglio dire a Rasmusses e a Schulz (che parlando al congresso dello Sdi hanno criticato le posizioni di Rutelli sulla collocazione del Pd in Europa, ndr). Quella di Rutelli non è la sua posizione isolata: quella è la posizione della Margherita. Legittima. Che merita rispetto. E' evidente che in Europa il Pd che nascerà farà parte a sé, non farà parte della famiglia socialista, e condanneremo l'Italia all'eccezionalismo, ci sarà una cosa in Italia che non c'è in nessun altra parte d'Europa".

 

Angius:non staremo in un partito con cultura Dc

14 aprile 2007

'Non ci staremo in un Partito democratico caratterizzato da una cultura egemone gia' segnata', vale a dire 'cristiana-democratica'. E' quanto sottolinea il vicepresidente del Senato Gavino Angius, nel corso del suo intervento alla seconda giornata del congresso dello Sdi. L'esponente della Quercia e leader della terza mozione tira in ballo direttamente il premier: 'Prodi ha definito il Pd come una forza di centro e progressista. Assomiglia molto - dice Angius - a qualcosa di gia' visto nella storia italiana'. L'appuntamento sul futuro dei Ds e sul Pd e' rimandato alla prossima settimana, quando si terra' il congresso della Quercia: 'Vedremo a Firenze cosa cambiera'. Ma l'unica cosa che dovrebbe cambiare e' la scelta di azzerrare le decisioni prese a Orvieto'. Il Partito democratico fara' parte del Pse? Voi mi dovete spiegare come, visto che Prodi, che sara' il leader, e' contemporaneamente il presidente onorario del Partito democratico europeo'.

 

Schulz:i socialisti staranno sempre nel Pse

14 aprile 2007

'Ho letto l'intervista di Francesco Rutelli ieri su Panorama, e se ho capito bene, perche' spesso lui mi disorienta, lui ha deciso di aderire al Pse. Infatti nell'intervista dice che un futuro eurogruppo dei democratici italiani sarebbe la seconda delegazione dopo quella del Spd'. Lo sottolinea Martino Shultz, capogruppo del Pse al Parlamento europeo, nel corso del suo intervento al congresso dello Sdi. 'Ma - aggiunge - se dobbiamo fare un progetto, noi con i socialisti democratici siamo sempre e saremo nel gruppo del socialismo europeo'. "Il Pse si augura la vittoria in Francia della candidata socialista Segolene Royal". Lo afferma al congresso dello Sdi il Presidente degli eurodeputati socialisti, Martin Schulz, che ha parlato un italiano fluente. Schulz critica Francesco Rutelli: "Rutelli mi disorienta spesso. Adesso lui ha deciso di aderire al gruppo socialista europeo. In una intervista a Panorama dice che il futuro gruppo dei democratici italiani sarebbe la seconda delegazione in Europa dopo quella del Spd. Ma noi del Spd - commenta Schulz - saremo sempre, insieme allo Sdi, nel gruppo socialista europeo". "In Europa - prosegue Schulz - guardiamo con favore all'unificazione dei progressisti e dei socialisti in Italia, ma sempre dalla parte del socialismo europeo ed dell'Internazionale Socialista". Per Schulz il processo di riunificazione dei progressisti italiani deve "trovare collocazione nel socialismo europeo, in quanto espressione piu' significativa del riformismo democratico nel nostro continente". Schulz ricorda il congresso dello Sdi nel 2006. "Allora biosgnava mandare a casa il Governo Berlusconi - dice Schulz - adesso questo ostacolo e' stato rimosso con la vittoria dell'Unione. Con Napolitano Presidente della Repubblica e Prodi premier l'Italia e' tornata ad essere protagonista in Europa. Ora dobbiamo far arrivare in porto la Costituzione europea bloccata dai referendum francese e olandese. Dobbiamo contrastare la politica della destra conservatrice, euroscettica e ultraliberale.

 

Del Turco: continuare a discutere del Partito Democratico

14 aprile 2007

Il Presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, intende continuare a parlare di Partito Democratico. Lo ha fatto capire chiaramente, in antitesi ad Enrico Boselli, intervenendo al congresso nazionale dello Sdi in corso a Fiuggi. 'Siamo stati i primi a parlare del partito democratico: ora quella cosa che stanno costruendo non ci piace ma - ha sottolineato - vogliamo continuare a discutere e partecipare a una cosa che sia anche un pezzo della storia socialista'. Del Turco ha anche criticato la mancata sottolineatura della 'riabilitazione' di Craxi compiuta da Fassino: 'L'idea del Pantheon non mi piace troppo, ma trovo singolare che un'assemblea socialista non prenda atto che un dirigente dei ds, per la prima volta, dice di considerare l'esperienza di Craxi come parte integrante della propria storia. Siccome ho chiesto per anni la riabilitazione di Craxi, ora che c'e' siamo noi che dovremmo applaudire'.

 

Montano, Zapatero sostiene Royal

14 aprile 2007

Maribel Montano, graziosa esponente della segreteria del Psoe (Partito socialista spagnolo), non ha dubbi: "Noi per la Francia sosteniamo Segolene Royal. Giovedi' prossimo Zapatero sara' ad una manifestazione a Tolosa". Montano respinge la figura di Zapatero anticlericale. "Zapatero rispetta la Costituzione spagnola che afferma uno Stato aconfessionale. Due mesi fa il Governo spagnolo ha comunque rinnovato il Concordato con la Chiesa cattolica che concede un finanziamento pubblico di 25 miliardi di euro l'anno. Con la Confederazione delle confessioni islamiche e' stato altresi' raggiunto un accordo per l'insegnamento della religione islamica nelle scuole, dove richiesto. In Spagna ci sono 3 milioni di musulmani, soprattutto a Ceuta e Melilla".  Sulla politica estera Montano conferma che "i socialisti sono per il multilateralismo. Per questo siamo in Afghanistan ed in Libano. E per questo motivo Zapatero, nel suo primo giorno di Governo, ritiro' le truppe spagnole dall'Iraq". Montano invita i socialisti italiani all'unita'. "Dopo la morte di Franco i socialisti spagnoli, grazie all'unita' (Izquierda Unida e' un partito molto piccolo), hanno governato per due terzi degli anni che ci sono stati".

 

Congresso Sdi. Prodi: "La vostra strada e' la stessa del Partito Democratico"

"Non riesco a vedere come la strada dell'unificazione socialista e la strada dell'unificazione riformista nel Partito Democratico possano essere distinte", ha affermato il Presidente del Consiglio Romano Prodi al congresso dello Sdi. Prodi si è rivolto a Boselli: "C'è bisogno del tuo aiuto e del tuo lavoro. Il Pd deve essere impreziosito dalla cultura socialista, pilastro del riformismo nel nostro Paese". "Insieme dobbiamo fare tante cose. Sono grato per il vostro contributo all'azione di Governo. Ad esempio in politica estera il multilateralismo riformista e l'impegno contro la pena di morte".  Pena di morte: missione italiana diventi europea. "Questa missione italiana deve diventare una missione europea", ha detto il presidente del Consiglio a proposito dell'impegno del governo per la moratoria della pena di morte. Il premier ha detto "di averne parlato lungamente questa mattina con il Cancelliere tedesco" Angela Merkel.  L'Italia deve, ha proseguito, "cercare di portare avanti in tutte le direzioni" questo impegno, nonostante le difficoltà che ci sono in ambito internazionale. Il Pd non è un compromesso storico bonsai "Il Partito Democratico non è un compromesso storico bonsai. Lo Sdi apre un cantiere per riunire le forze socialiste e questo è anche il nostro cantiere. Il Partito Democratico nasce per riunire non per dividere. Il Pd, come l'Ulivo, vuole costruire una casa comune per tutti i riformisti".  Prodi sottolinea "il grande ruolo che i socialisti hanno svolto e quello che devono ancora svolgere. Parlare di socialismo vuol dire celebrare la storia stessa del Paese ed il contributo anche di sangue dato dai socialisti per fare dell'Italia un Paese migliore". Occorre una forza socialista "vera, compatta e democratica. Faremo grandi cose insieme". La nuova legge elettorale abbia "un sano bipolarismo" La nuova legge elettorale abbia "un sano bipolarismo" e tenga conto delle esigenze di "governabilità",  ha detto il Presidente del Consiglio Romano Prodi che ha criticato l'attuale, "approvata in due mesi a fine legislatura e sconfessata dai suoi stessi padri". Per Prodi il "sano bipolarismo" avrà nel Partito Democratico un punto di riferimento "per dirigere la grande tarsformazione del Paese". Il Presidente del Consiglio ha poi parlato del ruolo dei partiti politici. "Proprio perché c'è un'atmosfera antipartito io penso che i partiti democratici debbano essere sempre più alla base della vita politica del nostro Paese e debbano rappresentare il cuore pulsante della rappresentanza democratica, così come prevede l'articolo 49 della Costituzione". Fonte Rai News 24

 

Turci, una scommessa ambiziosa

14 aprile 2007

Esprimo il mio apprezzamento per la determinazione con cui Enrico Boselli ha proposto la Costituente laica, liberale e socialista. Non è la mera scelta dell'orgoglio socialista o un'operazione di risulta per occupare lo spazio lasciato scoperto dalla costituzione del PD, o l'aspirazione a costruirsi una nicchia di rendita su generiche posizioni di sinistra nel momento in cui i DS si spostano verso il centro. Si tratta invece dell'ipotesi ambiziosa di costruire un percorso diverso, una diversa piattaforma con cui la sinistra laica, liberale e socialista si candida alla guida della sinistra e del centrosinistra in un rapporto che sarà inevitabilmente di alleanza e competizione con il Partito Democratico. In questo senso il disegno della Costituente non rappresenta l'abbandono della Rosa nel Pugno, ma un suo sviluppo e una sua integrazione in una strategia più ampia e compiuta, anche per uscire dall'empasse in cui è rimasto bloccato il progetto partitico della RnP. I Radicali devono sapere che le porte della Costituente sono aperte. Dipenderà solo da loro la scelta fra l'assecondare il solipsismo di Pannella ed il partecipare ad una formazione più ampia, sulla base di regole comuni e condivise. Vedo il Partito che nascerà dalla Costituente come una formazione nettamente a sinistra del PD sul terreno della laicità e dei diritti civili. Ma questo partito sfiderà il PD sul suo stesso terreno sulle politiche con cui coniugare modernizzazione e giustizia sociale, senza delegare al PD i temi delle liberalizzazioni, della promozione della concorrenza , della efficienza della P.A, della valorizzazione del merito. C'è un target di giovani capaci nel lavoro e negli studi, di donne protagoniste nella società, di lavoratori professionalmente forti, di piccole e medie imprese decise a misurarsi sul mercato internazionale a cui dobbiamo guardare con particolare interesse. Questi sono, secondo me, alcuni profili essenziali che dovranno caratterizzare il nuovo partito.
Su questi temi in particolare, che attengono alla dimensione liberalsocialista della Costituente, dobbiamo lavorare come movimento uscito dal Convegno di Bertinoro, caratterizzandoci come una componente originale della fase costituente, capaci di allargare il processo costituente anche a formazioni politiche di origine laica, repubblicana, radicale, liberale di sinistra. Dobbiamo sapere che la scommessa in cui ci stiamo tutti insieme impegnando è ambiziosa ed esposta, come ogni grande operazione politica, al rischio del fallimento. Penso infatti di avere - almeno per quello che mi riguarda - un'idea abbastanza precisa di quella che potrà essere la formazione politica finale che uscirà dal processo costituente. Vedo però tutte le difficoltà della fase di transizione e realizzazione del progetto. Cosa faremo da lunedì prossimo? La risposta tocca in primo luogo al vostro Congresso, per il ruolo che lo SDI è chiamato a svolgere. Ma non possiamo stare fermi neanche un giorno dopo il vostro Congresso. Penso che sia necessario insediare al più presto un tavolo nazionale di regia della Costituente. Un tavolo aperto ai soggetti che man mano aderiranno al progetto, ma intanto costituito dalle forze della diaspora socialista, del PSDI, del movimento di Bertinoro e da quanti sono già pronti a mettersi all'opera. Questa regia dovrà farsi carico di lanciare comitati di promozione della Costituente in tutte le città italiane, di predisporre un primo manifesto di valori e principi su cui aprire il dibattito e organizzare queste iniziative nel paese. Dovremmo mettere in preparazione anche una Conferenza Programmatica da tenere entro l'anno e aprire un dibattito sulla forma Partito, per la quale - nella fase transitoria - penso sia inevitabile pensare ad una forma federativa. Aggiungo infine l'idea di costituire rapidamente una Fondazione culturale con la quale mettere in moto la tante forze intellettuali che possono mobilitarsi attorno al progetto laico, liberale e socialista.

 

Prodi: la strada riformista è comune a quella socialista

14 aprile 2007

Il Partito Democratico al centro dell’intervento di Romano Prodi al 5° congresso dello Sdi. Nel suo intervento Romano Prodi ha sottolineato come “nel partito democratico le porte saranno aperte al dialogo e all'unita', e che “il processo che porterà al Partito Democratico non potrà considerarsi completo se non avrà il contributo di tutte le grandi storie e culture del nostro Paese. Le porte del Pd sono aperte, veramente aperte. I socialisti non possono che sentirsi a casa loro”. Il Partito Democratico, dunque “non e' un compromesso storico bonsai”. “Stiamo compiendo scelte distinte ma non distanti – prosegue il presidente del Consiglio -. Comunque, i punti che ci uniscono sono più forti da quelli che ci dividono. Il vostro congresso sta compiendo una scelta limpida e naturale, però vi mentirei se non dicessi che mi sorgono interrogativi e che si pongono dei problemi. Io ho sempre sognato una casa con tutti i riformisti, così come è già stata per l'Ulivo". “Anche il Pd – dunque -, come l'Ulivo, nasce per riunire non per dividere e vuole costruire una casa comune per tutti i riformisti. Il cantiere aperto dallo Sdi per riunire le forze socialiste è anche il nostro cantiere”. Il Presidente del Consiglio afferma quindi con forza di non vedere come la strada dell'unificazione socialista e quella del Partito Democratico possano essere considerate distanti”: “ Oggi siete qui a discutere di un tema fondamentale, l'unità socialista, il grande ruolo che i socialisti debbono ancora svolgere nel nostro paese. So che è argomento controverso, ma non riesco a vedere come la strada dell'unificazione socialista e quella dell'unificazione riformista e pluriculturale del Pd possano essere tra loro distinte: ritengo che questo sia un cammino comune”. Prodi si rivolge, poi, direttamente a Enrico Borselli che aveva parlato del Partito democratico come “camera di compensazione tra Ds e Margherita”: “Ti assicuro che l'Ulivo, il Partito democratico, sarà qualcosa di più ampio e più ricco". Per far ciò, prosegue Prodi, “c'è bisogno del tuo aiuto", "il Partito democratico deve essere impreziosito dalla cultura socialista che è un pilastro del riformismo del nostro Paese". Concludendo il suo intervento, infine, il presidente del Consiglio ha sostenuto quanto “il nostro governo e il paese hanno bisogno di una forza socialista vera e compatta” ed ha espresso gratitudine per "contributo all'azione di Governo. Ad esempio in politica estera il multilateralismo riformista e l'impegno contro la pena di morte”.

 

Caldarola: “Al Partito Democratico serve un forte alleato socialista”

14 aprile 2007

"Finalmente sono a casa. La mia vita forse è ad una svolta. L'Italia ha bisogno di un forte partito socialista ed ai socialisti non serve un Partito Democratico. Al Partito Democratico serve un forte alleato socialista”. Così l'ex Ds Peppino Caldarola si rivolge alla platea del congresso dello Sdi a Fiuggi. L'ex esponente della Quercia, che ha lasciato il partito in dissenso con il progetto del Pd, appoggia la costituente socialista di Enrico Boselli. E poi rivolto a Boselli, Caldarola spinge perchè la costituente sia aperta a tutti coloro che sono interessati a questo progetto: "Non facciamo una costituente ad excludendum”. Tre dunque i punti di riferimento ai quali guardare: 'l'autonomia socialista', l'idea di 'un socialismo largo' e 'l'adesione all'internazionale socialista'. “I riferimenti da tenere presenti nella costruzione di questa nuova area – conclude Caldarola - non devono essere la purezza socialista, ma una autonomia e una adesione al socialismo europeo”.

 

Sdi: Zavettieri, subito un tavolo con chi ci sta

14 aprile 2007

Per Sergio Zavettieri, segretario de “i Socialisti”, il partito che ha fondato insieme a Bobo Craxi è indispensabile “insediare subito un tavolo con tutti coloro che sono disponibili e che condividono il progetto di una costituente socialista”. Zavettieri ha anche auspicato “la convocazione il prima possibile, di una grande conferenza di programma per stabilire la piattaforma politica”. Quanto alla collocazione della Costituente Socialista, Zavettieri ha affermato che “non dovrà porsi a destra o a sinistra del Partito democratico, ma avanti”. I dirigenti dovranno invece provenire “dai giovani che non hanno partecipato alle nostre guerre a sinistra”.

 

Turci, si faccia subito la costituente

14 aprile 2007

Secondo Lanfranco Turci fondamentale è andarae avanti con decisione e velocemente. “Dopo il congresso dello Sdi – afferma - non potremo stare fermi neppure un giorno. Penso che sia necessario insediare al più presto un tavolo nazionale di regia della Costituente". "Un tavolo - ha proseguito Turci - aperto ai soggetti che man mano aderiranno al progetto, ma intanto costituito dalle forze della diaspora socialista, del Psdi, del movimento di Bertinoro e da quanti sono già pronti a mettersi all’opera”. Turci apprezza la determinazione di Boselli per la Costituente laica, liberale, socialista. Per Turci bisognerà mettere in preparazione “una conferenza programmatica da tenere entro l'anno”. Turci pensa ad una “forma federativa” per il progetto partito.

 

Formica: “Il Pd nasce per chiudere la storia del socialismo”

14 aprile 2007

Rino Formica, leader storico del Psi, intervenendo al 5° congresso dello Sdi, sostiene che “il partito democratico nasce per chiudere la storia del socialismo, saranno garantite commemorazioni e pochi posti nella galleria dei busti di gesso”. “Serve un grande sforzo per un socialismo largo che si innesti nella nostra storia e sappia liquidare simboli che hanno suggestionato il popolo e manipolato coscienze” ha proseguito Formica, mettendo, poi, in guardia la platea socialista: 'Il socialismo come grande forza di cambiamento ha conosciuto sempre a destra e a sinistra frontiere nette e definite”. “Sarà un processo non breve - ha concluso Formica - che avrà bisogno di tappe intermedie”, che ha infine indirizzato a Boselli “un grazie di gioia e liberazione, perché ha aperto uno spazio fuori dei frammenti del vecchio Psi e solo a lui dovrà andare in futuro, quando questo processo sarà compiuto, il merito”.

 

B.Craxi: la Costituente è in grado colmare il vuoto a sinistra

14 aprile 2007

Dare “vita ad una larga convergenza di tutti i socialisti italiani, che sappia, unendosi ad altri movimenti e gruppi della medesima ispirazione nel centrosinistra, dar vita ad una costituente". Così Bobo Craxi nel corso del suo intervento al quinto congresso dello Sdi. "Costituente - ha proseguito Craxi - che punti all'ambizioso traguardo di costruire o meglio ricostruire una vasta alleanza di segno socialista, riformista, democratica e liberale in grado di colmare il vistoso vuoto politico presente nel centrosinistra e che la nascente formazione Democratica rischia di determinare”. “Gli appelli – conclude - che ci vengono tardivamente lanciati non possono non tenere conto della grande tragedia politica che ha investito i socialisti, oggi desiderosi di ritrovare nell'unità una nuova ispirazione ideale per il futuro”.

 

De Michelis: la scelta è fatta, sarò con voi

14 aprile 2007

“La scelta è fatta. Io, con quei pochi che mi seguiranno, sarò con voi in questo percorso”. Lo afferma l'europarlamentare del Nuovo Psi, Gianni De Michelis, intervenendo al congresso dello Sdi che sta discutendo la costruzione di una Costituente dei socialisti. De Michelis bacchetta Caldarola: “Io seguo con cura ciò che fa Bertinotti, ma Bertinotti è un'altra cosa. Schulz, pur di vincere, non ha scelto per la Germania una alleanza con Lafontaine. La Spd ha preferito la grosse koalition ed una alleanza con Angela Merkel”. De Michelis conclude il suo intervento, confermando l'ok alla Costituente dei socialisti: "E' giunta l'occasione di andare oltre e guardare al futuro. Sicuramente vale la pena di tentare”.

 

I giovani socialisti aderiscono alla Costituente

15 aprile 2007

Le associazioni giovanili socialiste aderiscono alla costituente lanciata al congresso dello Sdi. In un comunicato siglato da 'Associazione per la Rosa nel Pugno', Fgs, Nmgs, I giovani socialisti Italiani, Costituente Pse, Giovani Sinistra Ds per il Socialismo e Giovani Psdi si legge che "il congresso dello Sdi che si conclude oggi a Fiuggi è stata anche un'occasione nella quale si sono ritrovati i rappresentanti delle realtà giovanili dei partiti". Le associazioni giovanili socialiste propongono "un nuovo modo di fare politica, legato alle nuove tecnologie, la riduzione dell'età dell'elettorato attivo a 16 anni" e lanciano uno spazio web (www.noisiamoquelliche.it) "dove raccogliere idee, contributi e adesioni. Intendiamo lanciare oggi una campagna tesa alla costruzione di un manifesto identitario aperto e innovativo, da realizzare interamente sulla base dei contributi che saranno proposti attraverso il web". "I giovani figli della frammentazione socialista - si legge in un comunicato stampa - si ripropongono di dare seguito a questi propositi con una serie di iniziative comuni, prima delle quali quella che si svolgerà sabato 28 Aprile a Tivoli, assise dove promuoveranno un confronto, serio e serrato, da cui possa pervenire al processo 'di costituente' un contributo utile e importante di una nuova generazione che avanza, vuole crescere, responsabilizzarsi e rinnovare, senza scontri generazionali alcuni, una politica e un ceto politico tra i più vecchi d'Europa". "
Siamo pronti a riprendere il cammino insieme", sostiene Lorenzo Pirrotta, portavoce dei Giovani del Nmgs. D'accordo Francesco Mosca, segretario nazionale della Federazione Giovani socialisti, secondo il quale "l'obiettivo della costituente socialista non deve essere la riedizione dopo 15 anni del Psi, ma una formazione politica nuova, che abbia come priorità l'affermazione del valore della laicità dello stato". Invito raccolto anche dal 29enne eurodeputato Alessandro Battilocchio, che si dice "contento di poter contribuire a questo percorso: in fondo, anche se ci siamo divisi, siamo cresciuti insieme".

 

 

Schietroma, congresso garibaldino

15 aprile 2007

'In questo congresso aleggia uno spirito garibaldino che anche Bettino Craxi avrebbe gradito'. Lo ha detto Gianfranco Schietroma intervenendo al congresso nazionale dello Sdi. Schietroma ha accusato Ds e Margherita di voler 'fare un gioco sporco, modificando la legge elettorale per avere la maggioranza dei seggi pur avendo solo il 23 per cento dei voti'. 'Ma in tutta Italia - ha concluso - spira un vento di riscossa socialista, e questa e' l'occasione per rifare un partito socialista che conti davvero'.

 

Locatelli, Bayrou e Rutelli sono antisocialisti

15 aprile 2007

"Rasmussen e Schulz non sono sciocchi e cercano di stanare il disegno di Bayrou e Rutelli. Un disegno antisocialista su scala europea". Lo afferma Pia Locatelli, europarlamentare dello Sdi e Presidente delle donne dell'Internazionale socialista. Locatelli aggiunge: "Al di la' di cio' che pensa Fassino, non vogliamo un Partito Democratico intermedio fra i conservatori ed i socialisti. Nel Partito Democratico europeo l'unico esponente di rilievo e' Bayrou, che in Francia corre contro Segolene Royal, donna e socialista. La nostra famiglia europea e' quella socialista. Non possiamo essere una sinistra anomala in un Paese anomalo".
Di seguito l'intervento di Pia Locatelli

L’intervento di Pia Locatelli congresso Fiuggi  15 aprile 2007

Nella mia vita politica ho avuto delle passioni: le donne, l’Europa, e una volta maturata la mia scelta, il socialismo. La libertà delle donne sin da bambina (in una famglia di dodici figli, tre fratelli e nove sorelle) tutti molto amati ma da subito mi è apparso chiaro che i maschi avevano un trattamento diverso, privilegiato (mai lavori domestici, più uscite etc); l’Europa dall’adolescenza, quando un federalista convinto organizzava i tavolini sul sagrato della chiesa per il Movimento federalista europeo; i valori socialisti da quando, poco più che ventenne, ho fatto la scelta di partito. Venivo da una famiglia democristiana, ma avevo scelto la sinistra, senza esitazione; all’interno della sinistra ho scelto il partito socialista per tante ragioni, ma una in particolare ha pesato: che per i socialisti le persone venivano prima del partito. E, come nella canzone di Paoli, sono ancora qui, con le mie tre passioni che sono diventati impegni: sono parlamentare Europea e faccio parte del gruppo parlamentare socialista (Europa e socialismo); sono presidente dell’Internazionale Socialista Donne (donne e socialismo); sono nell’unico partito italiano che , a differenza di altri, non ha mai avuto paura di dirsi socialista in Italia, anche quando era molto difficile, anzi. Ora poi lanciamo la Costituente socialista aperta non solo alla diaspora , ma a tutti progressisti, laici, liberali radicali ambientalisti che non si ritrovano nel partito democratico così come si va costruendo. Una costituente che non ha paura di definirsi socialista, di richiamarsi alla socialdemocrazia che è la principale forza riformista europea, una forza avanzata ed innovativa perché ha sempre aggiornato la propria visione e la propria piattaforma programmatica alle trasformazioni che via via negli anni avvenivano nella società. Rasmussen e Schulz ci hanno detto che il Socialismo Democratico è e rimarrà la grande forza politica europea.Possiamo noi perdere questo ancoraggio europeo? O Vogliamo essere ancora una volta una sinistra anomala in un paese anomalo? Saremmo provinciali ancora una volta se ci collocassimo (Turci) fuori dal più vasto fiume del socialismo europeo. A proposito di COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE ED EUROPEA, parliamo della Margherita che ha già promosso, a livello internazionale, un Partito Democratico Europeo, il cui unico partner di rilievo è quel Bayrou che sta correndo, contro Segolene Royale, una donna, una socialista. Quando i dirigenti della Margherita ragionano di nuove collocazioni europee al di là della socialdemocrazia, sembrano pensare un “partito democratico europeo”, intermedio tra conservatori e socialdemocratici, inaccettabile per il PSE e l’Internazionale Socialista. Per questo i nostri compagni europei, che non sono sciocchi, stanno cercando di “stanare” Rutelli. Avete sentito Rasmussen e Martin Schulz, I due non sono sciocchi e cercano di far emergere che il disegno disegno di Bayrou e di Rutelli antisocialista su scala europea, che Fassino lo capisca o no, lo voglia o no. Di fronte all’attuale assetto bipolare europeo che impone scelte chiare e coerenti, o di qua o di la, destra, sinistra, è necessario fare una scelta di campo chiara. Poi è altrettanto necessario lavorare perché il PSE, espressione del riformismo socialdemocratico, sappia aprirsi all’apporto di tutte le componenti del riformismo cattolico democratico, liberaldemocratico, ambientalista, in cui tutti si sentano pienamente rappresentati e protagonisti PARTITO DEMOCRATICO Se esamino questo futuro “partito democratico” mi chiedo, prima di tutto, se potrà svolgere la stessa funzione che ha la Spd in Germania, il Psf e il Psoe in Francia e Spagna, il New Labour in Gran Bretagna ? Dubbi in proposito non li abbiamo soltanto noi: per esempio, Emanuele Macaluso ha sostenuto che i Ds oggi come ai tempi di Occheto sono prigionieri della loro ambiguità, con il rischio di costituire ancora “ancora una volta, un soggetto senza un profilo politico netto, cioè né carne né pesce”. Riconosco che ci sono riformisti diessini sostenitori del “partito democratico”, che ribadiscono di non avere affatto una concezione moderata del partito democratico e del riformismo, al contrario dicono che il PD deve essere dotato di contenuti forti e radicali.
Ma di fatto il Partito Democratico appare possibile solo sulla base del minimo comune denominatore, della minima conflittualità tra le sue componenti. E sulla rinuncia alle identità politiche, alle culture politiche, perché sono di ostacolo ad una formazione che vuole nascere a tutti i costi, senza nessun chiaro impegno. Ma i paesi ed i leader europei che hanno lasciato e stanno lasciando un segno con la loro azione avevano, hanno segni distintivi e spiccati contenuti, a destra e a sinistra: pensiamo al darwinismo della Thatcher in tutti i settori, non solo in economia, o a Clinton con la sua ossessione della crescita economica, la flexsecurity di Rasmussen per arrivare alla laicità e ai diritti civili come fondamento delle politiche di Zapatero, per non parlare di Blair che con tutti i distinguo del caso ha nei fatti realizzato in politica interna lo slogan ”meriti e bisogni”. Altro che politiche minime o fine delle ideologie. Qui bisogna andare all’attacco e avere coraggio. E a questo proposito vorrei parlare di laicità. Non è questione di sottovalutare il rapporto con l’elettorato cattolico: noi di Bergamo, sappiamo cosa vuol dire il cattolicesimo sociale, quello di papa Giovanni, del concilio, altrochè se lo rispettiamo ! Ma l’Ulivo di Fassino e Rutelli prende lezioni di laicità persino dalla nuova Dc di Rotondi, fa rimpiangere la vecchia Dc di Moro e De Gasperi, che al Vaticano sapeva dire “no” ! E’ già stato detto tanto su questo tema; aggiungo solo una cosa. Il 13 marzo scorso il papa ha detto che ci sono dei valori che non sono negoziabili e che impongono ai legislatori cattolici di fare leggi coerenti con questi valori, perché si tratta di valori fondanti della natura umana. Il diritto naturale viene definito dalla chiesa, che se ne autoproclama unica interprete. E al Chiesa incita all’obiezione di coscienza non solo i medici ma tutti dal personal amministrativo, ai giudici, ai parlamentari. Quindi secondo loro sarebbero bi valori fissati dalla chiesa e non, ad esempio, i valori costituzionali che devono guidare i legislatori. Qui non si tratta più di decidere se la chiesa può dire o meno la sua o meno, qui la chiesa cerca di imporsi attraverso un rifiuto dell’ordine civile e delle leggi dello stato. E’ paradossale la situazione di voler insegnare all’Islam la modernizzazione e diciamo a questo mondo che la Sharia non può essere la fonte delle leggi in Iraq piuttosto che in Afghanistan e poi in Italia dovremmo accettare che si dicaai legislatori cattolici si dice: o obbedienza o peccato E allora guardando al futuro? Noi abbiamo questo importante compito di lavorare perché continui ad esistere in Italia un partito socialista. Lo abbiamo fatto negli anni bui, e lasciatemi rivendicare un merito. In quegli anni, 93, 94 non ho mai perso una riunione dlla IS, facevo insieme, la delegata e la capo delegazione, perché non volevo che si dicesse che i socialisti italiani erano spariti. Ora per la prima volta della questione socialista sembra che se occupino anche altri che non provengono dal PSI. Non era mai successo. Allora io credo che noi dobbiamo valorizzare questa nuova ricchezza,. Per questo abbiamo un ruolo indispensabile di critica e di stimolo per un rinnovamento effettivo della sinistra italiana. Questo non significa che ci arrochiamo in un recinto dove coltivare la fede socialdemocratica perché l’idea di Con i piedi ben saldi sul nostro terreno socialista, allora si possiamo aprirci a tutte quelle componenti progressiste, i liberali riformatori, gli ambientalisti riformisti, i radicali, a tutti quelli che come noi sentono la necessità di un paese moderno, dinamico, laico che non può che essere costruito che dai riformisti moderni, dinamici, laici. Ci isoliamo rispetto al partito democratico? No, io no mi isolo da nessuno, nemmeno dal PD, ma io voglio un confronto critico ma sui programmi di modernizzazione del paese, dalle pensioni alla formazione alla innovazione, alla ricerca prima di firmare una cambiale in biano a Rutelli e Fassino. E a proposito di programmi e di politiche: l’altrieri il presidente del consiglio ha scritto un lungo articolo sul corriere per dire come intende spendere il tesoretto. Dice che due terzi andranno in diverse forme a chi affronta con maggior difficoltà il cammino della propria esistenza. Bene e allora io voglio ricordargli che i più poveri dei poveri e le persone più a rischio di povertà sono le donne, le madri sole, le anziane con la pensione sociale perché hanno nella loro vita di casalinghe supplito all’assenza dello stato sociale in Italia e così pagano due volte questa assenza, da giovani e da vecchie con una pensione misera. (A proposito di pensioni, io ho sottoscritto la mozion di Borselli, la condivido.Ma ci sono due punti sui quali non sono d’accordo. Quello che parla della prostituzione perché noi siamo contro la mercificazione del corpo delle donne e quello della pari età per andare in pensione per uomini e donne. Non si parte dalla coda a risolvere i problemi della parità tra uomini e donne. Si pare dall’inizio. Ad esempio prevedendo misure per conciliare vita familiare e professionale per le donne e per gli uomini. Allora si acetteremo di andare in pensione alla stessa età, caro Robero Villetti. L’Italia ha dei record negativi rispetto all’ Europa a partire dal basso tasso di occupazione femminile, che si lega al basso tasso di natalità alla assenza di asili nido o scuole materne.. Allora lo suggerisco a Prodi di spendere il tesoretto per questi bisogni. E, visto che parliamo ancora di programmi e progetti. Si sta discutendo della riforma della legge elettorale: si faccia una legge elettorale che faccia superare un’altra anomalia italiana rispetto all’Europa, che è quella di essere tra gli ultimi paesi per presenza di donne nelle istituzioni. Ci si preoccupa di tante cose quando si parla di legge elettorale, non ho mai sentito toccare questo argomento di una rappresentanza più equilibrata di uomini e donne. E Prodi questo impegno lo aveva assunto. Cerchi almeno ora di mantenerlo visto che nella composizione del suo governo non lo ha fatto. E facciamolo poi anche noi nel nostro partito. Un grande partito del riformista è ancora all’ordine del giorno: dovrà essere laico e cristiano assieme (ma certo non clericale), radicale nei princìpi quanto moderato e soft nel modo di proporsi, e infine liberale perché socialista. Già cento e più anni fa Eduard Bernstein insegnava che “non esiste idea liberale che non appartenga anche al patrimonio ideale del socialismo. Il riformismo socialista non è riducibile alla pura e semplice accettazione dell’economia di mercato, c’è di più, c’è un umanesimo, c’è l’attenzione a tutte le differenze, da quella uomo/donna a quella tra generazioni, ai bisogni dei poveri, che sono quelli di sempre e ai nuovi bisogni di qualità della vita, salute, tecnologia, ricerca, ricerca, ricerca. C’è quindi un grande spazio per noi. Certamente non rimarremo soli: tanti altri, fuori dallo Sdi, guardano a noi, e non dobbiamo deluderli. C’è bisogno di un grande rinnovamento e a questo proposito dobbiamo affrontare la partita della organizzazione e della gestione, troppo chiusa del partito. Questo è un tema che io chiedo di affrontare molto seriamente, direi severamente, nel partito. Non c’è, non ci può essere una vera gestione democratica quando gli organismi sono come quelli di ora, con un esecutivo di 60-70 persone, una direzione di 170-180, un consiglio nazionale di 700. Così è far finta di contare in tanti e invece decidono in pochi. Qui dobbiamo darci una mossa seria: organismi veri snelli agili, che svolgono davvero i loro compiti, compiti chiari e definiti e poi è ora che sia un gruppo dirigente inclusivo, non escludente, che si autoperpetua come capita ora, e lasciatemi sottolineare questo: un partito inclusivo anche per quanto riguarda donne e giovani. Lo ha detto Boselli nella sua relazione, adesso bisogna passare ai fatti Questo è certamente un obiettivo non facile, ma quando mai abbiamo avuto vita facile. Il problema dell’organizzazione che pongo, non è fine a se stesso; lo pongo perché sono convinta che il nostro partito deve attrezzasi a sempre maggiori responsabilità, a doveri crescenti verso il nostro paese. Vedete compagni, ci sono partiti che nascono da necessità contingenti, da ragioni elettorali e di potere, e partiti che nascono invece da reali e profonde ragioni storiche: noi siamo nati per la libertà e la giustizia sociale in questo paese, in europa e nel mondo. Io non so, come dice Peppino Caldarola se tra dieci anni il partito democratico ci sarà ancora. Sono incece certa che i socialisti ci saranno sempre in Italia, in Europa nel mondo.

 

Dalla diaspora socialista alla Costituente

15 aprile 2007

Con una rielezione plebiscitaria alla segreteria del partito, il quinto congresso dello Sdi sancisce un successo prima di tutto personale e poi politico di Enrico Boselli. Come gli ha profetizzato ieri dal palco del Palaterme un 'grande vecchio' del socialismo craxiano come Rino Formica, Boselli 'rischia' di passare alla storia come colui che ha compiuto due missioni considerate remote e velleitarie fino a venerdi' scorso. La prima, ormai a portata di mano, e' la ricomposizione dei piccoli frammenti che sono riusciti solo in parte in questi anni a ereditare il consenso elettorale del Psi, con la formidabile concorrenza di Berlusconi. Bobo Craxi e Gianni De Michelis, che ancora la sera prima di dichiarare pubblicamente la sua adesione personale alla costituente socialista chiedeva l'uscita dal governo Prodi come precondizione per trattare, hanno riconosciuto a Boselli una virtu' fondamentale in politica: la tigna. Certo, la costruzione del partito democratico gli ha dato, per usare un termine televisivo, un 'aiutone', il quadro politico gli e' venuto incontro e il merito e' di averlo trovato li', con la rosa nel pugno, nonostante le diffidenze dei Radicali. L'argomento decisivo per convincere vecchi e nuovi compagni e' stata la possibilita' concreta di organizzare per la prima volta dalle vicende traumatiche dei primi anni '90 una forza identitaria di ispirazione socialista e riformista con uno spazio elettorale potenziale che va ben oltre il 2%. La seconda sfida, infatti, lanciata da Boselli in queste settimane, la costituente socialista, esce dal Palaterme di Fiuggi con diversi punti in piu' sul totalizzatore dei concorrenti in corsa per pescare nel serbatoio elettorale della sinistra Ds. Gli interventi di Gavino Angius, di Fabio Mussi, di Valdo Spini, le adesioni emozionate di Peppino Caldarola e Lanfranco Turci non lasciano dubbi che il cantiere in cui lavorare anche per tentare l'aggancio con le componenti piu' radicali della sinistra e' quello impiantato a Fiuggi dal segretario dello Sdi. In tempi di scioglimenti e di nuovi cantieri per i partiti del centrosinistra nato dal maggioritario, anche questo dello Sdi e' l'ultima assise congressuale che si conclude con una rievocazione del passato che in qualche modo ha il sapore di un analogo tentativo di Pier Ferdinando Casini nel centrodestra. Li' si rievocano i fatti della Dc, qui si riparte dalla ricomposizione di quello che fu il Psi. Ma fermarsi a questo, nella lettura di quanto accaduto in questi giorni a Fiuggi sarebbe riduttivo. La voglia di stringere e concretizzare in tempi brevi tavoli di confronto che diano gambe alla nuova iniziativa lo si e' vista in modo palpabile quando i componenti del parterre del congresso si sono promossi subito da 'ospiti' a 'partecipanti', trasformando l'appuntamento congressuale da ultimo dello Sdi al primo della 'costituente', che secondo Boselli dovrebbe concludersi in autunno, in concorrenza anche temporale con la costituzione del Partito democratico. Lo sbocco futuro di una collocazione autonoma della nuova formazione politica non e' tuttavia altrettanto scontato, nonostante gli attacchi al Partito Democratico che sono stati posti nel suo Dna lascerebbero pensare. L'apertura di ieri di Romano Prodi all'aggregazione socialista - subito rintuzzata da Boselli nella replica di oggi - e il percorso gia' sperimentato nell'Ulivo dell'alleanza con i cattolici della Margherita, oggi principali destinatari degli strali dei socialisti, potrebbero riavvicinare i due 'cantieri', come li ha chiamati anche il presidente del Consiglio. In questa prospettiva, passata la tornata dei congressi e dopo i primi test elettorali, Boselli e i socialisti potrebbero chiedere di sedere al tavolo delle trattative con il Pd con un peso ben piu' consistente che ne potrebbe cambiare l'assetto. (Asca).

 

 

Punto di riflessione Contributo di Francesco Gravina al Congresso Nazionale SDI

Innanzitutto mi presento sono un compagno della Sezione Sandro PERTINI di Borgaro Torinese, è passata da poco la Santa Pasqua, ed ho mandato, gli auguri a molti miei concittadini, dove vi era una vignetta, che riportava questa dicitura. I partiti sono come le uova di pasqua di fuori sono tutti uguali ma all’ interno la sorpresa cambia, perchè i partiti “li fanno gli uomini”. Tutto questo per dire una cosa sola non è il partito democratico che fa nuovo il sistema se gli uomini che lo devono governare la pensano sempre alla stessa maniera. Il nuovo partito democratico dovrebbe essere una formazione aperta a tutte le forze riformatrici facenti capo alla sinistra moderata e non una nuova Democrazia Cristiana,  una spinta vitale che pervade la Società, che entusiasmi, susciti emozioni, elabori proposte capaci di concretizzarsi in realtà positive. Altrimenti nasce già vecchio e la sua funzione si esaurisce prima ancora di esprimersi.  Il vero problema sta nella identità dei DS, che continuano a fuggire all’idea di sostenere una identità Socialista, eppure non vi sono terze e quarte vie, vi è il partito Popolare,  conservatore. Con Forza Italia i e conservatori Inglesi.E’ il partito Socialista Europeo, noi non possiamo accettare un riformismo generico, senza ideologia, senza tradizioni. Il nostro partito Socialista Europeo, e composto da   laici, cattolici, credenti, e non credenti, per finire compagni, ritorniamo a fare politica con la ( P ) Maiuscola riprendiamoci  gli argomenti che erano dei nostri padri e oggi sono i nostri, andiamo la dove ce una fabbrica in crisi di lavoro, battiamoci per una Sanità più efficace. 1 Battiamoci per una scuola pubblica che funzioni perchè ci è sfuggita di mano, ritengo che non sia sufficiente parlare solo scuola pubblica, ma soprattutto alla luce degli ultimi eventi un  percorso scolastico veramente formativo e non solo momenti nozionistici e didascalici. Una scuola che sappia insegnare, ma anche punire. Una scuola in cui accanto all’insegnamento dell’inglese fin d lle elementari, si affianchi una differenziazione nelle superiori a seconda dell’inclinazione dello studente. E per chi intende entrare nel mondo aziendale stage conoscitivi delle realtà più dinamiche. Inserire l’ora di prevenzione sanitaria. 2 Battiamoci per una maggiore sicurezza, ed una maggiore vivibilità delle nostre Città, il senso di insicurezza che caratterizza le nostre metropoli, può e deve essere rafforzato non solo con una presenza più visibile delle forze dell’ordine, ma anche e sopratutto con la sensazione della certezza della pena. Gli extracomunitari devono essere coinvolti nell’abbattimento del muro di omertà che tutela i tanti crimini, i poliziotti devono essere spostati dalle scrivanie in pattugliamenti e dotati di mezzi adeguati per prevenire e reprimere. 3Battiamoci  per gli imprenditori il momento delicato suggerisce scelte importanti, riforme vere come quella previdenziale, liberalizzazioni fondamentali come quella dell’energia che accrescano i concorrenti, non interferenza statali su trattative private anche laddove esista la possibilità di acquisizioni straniere in settori strategici del nostro sistema. Le nostre aziende, d’altro canto, devono essere messe nelle condizioni di presentare offerte per espandersi sui mercati internazionali.  4Questioni Di alto rilievo, di non facile soluzione ci attendono, mai affrontate precedentemente. Conciliare le esigenze di sviluppo, con la tutela ambientale, non  è facile. Alcuni accenti dei verdi, se aiutano a far crescere una sensibilità su temi ancora troppo fragili, a volte non tengono insufficiente considerazione le esigenze dello sviluppo. Riconoscere la necessità di provvedere ad una dotazione di nuove più moderne infrastrutture, ci pone a volte di fronte a problemi non risolvibili sull’impatto ambientale. E’ meglio dirle queste cose. Una forza, come la nostra, di governo, non può essere frenata nelle sue scelte dobbiamo anche sfuggire ad un'ipocrisia latente, per cui nei confronti della politica ambientale si fanno sempre degli omaggi rituali, per poi non ascoltare del tutto le sue indicazioni. Compito nostro è quello di migliorare la qualità della vita, ma nell'ambito di una politica di sviluppo. Caro Enrico io sono uno di quelli che a mosso delle critiche politiche, verso la tua persona, o detto che sembriamo il partito dei traghettatori, Dini, girasole, Radicali. E per stare sempre in tema di navigazione devo darti merito che ai tenuto la” rotta” dei Socialisti sempre diritta, e per questo dobbiamo noi tutti dirti.          Grazie, Grazie, Grazie                                                                             Francesco Gravina