CURIOSITA’ CONGRESSUALI
12 aprile 2007
Al congresso
dello Sdi a Fiuggi e' prevista anche una folta rappresentanza di delegazioni
straniere e in particolare ci saranno presenze di alto profilo del socialismo
europeo. Poul Rasmussen, presidente del Partito del Socialismo Europeo
interverra' all'apertura dei lavori prima del segretario Enrico Boselli, per
portare il saluto del Pse di cui lo Sdi e' membro fondatore.Martin Schulz,
presidente del gruppo europarlamentare Pse, parlera' in apertura della sessione
di sabato mattina. Maribel Montano, della segreteria nazionale del Psoe,
assieme l'eurodeputata Sdi Pia Locatelli, presidente dell'Internazionale delle
donne socialiste, illustrera' le politiche sociali di Zapatero, per
sottolineare la sintonia con la battaglia dello Sdi per la laicita' dello
Stato. Saranno inoltre presenti numerose delegazioni di partiti socialisti
europei di Grecia, Svezia Gran Bretagna, Francia. Georges Papandreu, presidente
dell'Internazionale socialista, ha inviato a Enrico Boselli un affettuoso
messaggio in cui sottolinea "che lo Sdi e' sempre stato una voce
importante nella famiglia pluralista, fatta di diverse tradizioni socialiste,
socialdemocratiche e laburiste, che la nostra Internazionale raccoglie" e
che "il socialismo italiano ha aperto la strada a sviluppi significativi
nel contesto europeo e mediterraneo".
13 aprile 2007
Signor
Presidente, il Congresso dello Sdi, in apertura dei suoi lavori a Fiuggi, Le
invia un deferente saluto, accompagnato da una profonda e sentita stima
politica e personale. La Sua elezione al Quirinale ha coinciso con una fase
assai difficile della vita politica italiana, dopo una lunga ed aspra campagna
elettorale che ci ha consegnato col voto un paese profondamente diviso. Signor
Presidente, il Congresso dello Sdi, in apertura dei suoi lavori a Fiuggi, Le
invia un deferente saluto, accompagnato da una profonda e sentita stima
politica e personale. La Sua elezione al Quirinale ha coinciso con una fase
assai difficile della vita politica italiana, dopo una lunga ed aspra campagna
elettorale che ci ha consegnato col voto un paese profondamente diviso.
L’Italia ha un bisogno urgente di stabilità e di riforme, di essere governata
con lungimiranza e coraggio, di una modernizzazione della nostra economia e dei
nostri costumi, di avere il più assoluto rispetto della libertà individuale con
un ampliamento dei diritti civili, di poter contare su imprese innovative
capaci di competere sui mercati globali, di una scuola pubblica che
rinnovandosi assicuri pari opportunità, di una giustizia che si fondi su
garanzie di imparzialità e sulla diffusione di virtù civiche e su un sistema di
sicurezza sociale in grado di promuovere equità e giustizia sociale per tutti.
Nel nostro Paese vi sono aspri contrasti che richiedono da parte di tutte le
forze politiche una sincera volontà di riconoscere le ragioni dell’avversario,
pur nella distinzione tra maggioranza ed opposizione che è proprio di una
democrazia bipolare, sia pure imperfetta com’è la nostra. Lei, come presidente
della Repubblica che rappresenta l’unità nazionale, costituisce per tutti con
la Sua opera, con i suoi messaggi e con i suoi ammonimenti un autorevole e
importante riferimento. La nostra epoca è segnata da una profonda incertezza e
da una diffusa insicurezza, che sono avvertite innanzitutto dalle nuove
generazioni e che sono vissute con sofferenza soprattutto dai ceti più deboli.
La pace è continuamente messa in discussione. Guerre e terrorismo rappresentano
mali terribili da estirpare. Fondamentalismi di varia natura minacciano la
libertà. Noi siamo consapevoli che Lei sta affrontando con grande senso dello
Stato un compito così difficile, così come dimostrano i risultati da Lei
conseguiti, potendo contare sulla Sua lunga e intensa esperienza politica e
parlamentare, segnata da una costante dedizione alle nostre istituzioni.come
Lei stesso ha ricordato nel messaggio di fine anno agli italiani, il Suo alto
incarico è volto ad interpretare ed esprimere con passione civile e con
assoluta imparzialità i valori condivisi della nostra Costituzione e ad
interpretare esigenze e bisogni che riflettono l'interesse generale del Paese.
Sappia con assoluta certezza, signor Presidente, che tutti noi socialisti
saremo sempre al Suo fianco. Lo SDI non è una formazione inventata a scopi di
potere, ma un partito che ha alle sue spalle una tradizione secolare di
rispetto per i principi fondamentali dell’individuo e di tante lotte per la
libertà e la giustizia sociale e che ha un forte legame con il socialismo
democratico europeo ed internazionale Noi apriamo oggi un congresso con lo
scopo di compiere un grande sforzo per riunificare la famiglia socialista, ma
anche per far emergere domani una nuova forza politica che sappia esprimere una
vocazione maggioritaria autenticamente riformista e profondamente laica. È con
questi sentimenti, Signor Presidente, che il Congresso Le rivolge un caloroso
ed affettuoso augurio di buon lavoro al servizio della Repubblica.
13 aprile 2007
Un
filmato che ripercorre le tappe salienti della storia del socialismo riformista
in Italia, da Turati ai giorni nostri passando per personaggi chiave come
Nenni, Brodolini, Craxi e Marco Biagi, precederà l’apertura del V Congresso dei
Socialisti democratici italiani, che si tiene al Palaterme di Fiuggi, da
venerdì 13 a domenica 15 aprile, con inizio dei lavori alle ore 17. Nel
filmato, di quattro minuti circa, realizzato da Katia Simmi, una bussola con i
punti cardinali delle scelte politiche dei socialisti da un secolo all’altro,
dalla giustizia sociale alla scuola pubblica, dalla laicità dello stato al
welfare, dal lavoro alle riforme.
13 aprile 2007 "Sbaglia
chi pensa che a Londra ci sia un socialismo, a Parigi un altro socialismo, a
Madrid un altro ancora ed in Italia un quarto tipo di socialismo. Credo che
Rutelli si sbagli, non capisce". Lo afferma fra gli applausi il Presidente
del Pse, Poul Rasmussen, al congresso dello Sdi di Fiuggi. Per Rasmussen
"e' l'unita' dei socialisti che fa la vittoria". Rasmussen cita
l'esempio negativo della Polonia "dove ci sono 4 partiti socialisti
divisi". A Prodi Rasmussen dice: "Mettendo insieme i socialisti ed i
democratici, si fa il partito socialdemocratico".
13 aprile 2007
"La
sinistra italiana non puo' essere l'unica in Europa a non avere un partito che
abbia l'orgoglio di chiamarsi socialista". Lo afferma Ugo Intini,
Presidente dell'assemblea dello Sdi, aprendo i lavori del congresso.
14 aprile 2007
Bisogna
avviare un "dialogo tra compagni", anche se "non sarà
facile", non c'è già una soluzione pronta per unire tutti quelli che non
vogliono il Pd, ma "c'è un lavoro da fare, va cominciato". Lo dice il
leader della sinistra Ds Fabio Mussi, parlando al congresso dello Sdi. "Ho
detto che sono interessato a questo confronto", ricorda Mussi. "Non
dobbiamo farci illusioni che sia già pronta la soluzione per mettere insieme
tutti quelli che non vogliono il Pd. C'è bisogno di lavorare, sui valori, sui
principi, un tavolo di confronto. Ma non bisogna avere paura delle strade non
ancora battute, a patto di avere una qualche idea di dove si vuole andare.
Impegniamoci tutti nella ricerca, sviluppiamo questo dialogo tra
compagni". Per Mussi "c'è bisogno di cose nuove e importanti, dei
valori, di una forza ispirata al socialismo, che ha radici nella storia e che
guarda al futuro. Più appassionata alla discussione sulle riforme che ad un
progetto sui riformismi". Il progetto del Pd è sbagliato, dice Mussi:
"Io non accuso i compagni che vogliono il Pd. Anzi, Enrico (Boselli, ndr),
bisogna fare uno sforzo anche di misura del linguaggio, perché alla fine
dovremo essere insieme, uniti, tutti. Ci vuole rispetto, io rispetto la scelta
del Pd. Dico solo che è una scelta politica sbagliata, che porta nella
direzione sbagliata". Il nuovo partito, aggiunge Mussi, sarà
inevitabilmente fuori dal Pse, in Europa. "Voglio dire a Rasmusses e a
Schulz (che parlando al congresso dello Sdi hanno criticato le posizioni di
Rutelli sulla collocazione del Pd in Europa, ndr). Quella di Rutelli non è la
sua posizione isolata: quella è la posizione della Margherita. Legittima. Che
merita rispetto. E' evidente che in Europa il Pd che nascerà farà parte a sé,
non farà parte della famiglia socialista, e condanneremo l'Italia
all'eccezionalismo, ci sarà una cosa in Italia che non c'è in nessun altra
parte d'Europa".
14 aprile 2007
'Non
ci staremo in un Partito democratico caratterizzato da una cultura egemone gia'
segnata', vale a dire 'cristiana-democratica'. E' quanto sottolinea il
vicepresidente del Senato Gavino Angius, nel corso del suo intervento alla
seconda giornata del congresso dello Sdi. L'esponente della Quercia e leader
della terza mozione tira in ballo direttamente il premier: 'Prodi ha definito
il Pd come una forza di centro e progressista. Assomiglia molto - dice Angius -
a qualcosa di gia' visto nella storia italiana'. L'appuntamento sul futuro dei
Ds e sul Pd e' rimandato alla prossima settimana, quando si terra' il congresso
della Quercia: 'Vedremo a Firenze cosa cambiera'. Ma l'unica cosa che dovrebbe
cambiare e' la scelta di azzerrare le decisioni prese a Orvieto'. Il Partito
democratico fara' parte del Pse? Voi mi dovete spiegare come, visto che Prodi,
che sara' il leader, e' contemporaneamente il presidente onorario del Partito
democratico europeo'.
14 aprile 2007
'Ho
letto l'intervista di Francesco Rutelli ieri su Panorama, e se ho capito bene,
perche' spesso lui mi disorienta, lui ha deciso di aderire al Pse. Infatti
nell'intervista dice che un futuro eurogruppo dei democratici italiani sarebbe
la seconda delegazione dopo quella del Spd'. Lo sottolinea Martino Shultz,
capogruppo del Pse al Parlamento europeo, nel corso del suo intervento al
congresso dello Sdi. 'Ma - aggiunge - se dobbiamo fare un progetto, noi con i
socialisti democratici siamo sempre e saremo nel gruppo del socialismo
europeo'. "Il Pse si augura la vittoria in Francia della candidata
socialista Segolene Royal". Lo afferma al congresso dello Sdi il
Presidente degli eurodeputati socialisti, Martin Schulz, che ha parlato un
italiano fluente. Schulz critica Francesco Rutelli: "Rutelli mi disorienta
spesso. Adesso lui ha deciso di aderire al gruppo socialista europeo. In una
intervista a Panorama dice che il futuro gruppo dei democratici italiani
sarebbe la seconda delegazione in Europa dopo quella del Spd. Ma noi del Spd -
commenta Schulz - saremo sempre, insieme allo Sdi, nel gruppo socialista
europeo". "In Europa - prosegue Schulz - guardiamo con favore
all'unificazione dei progressisti e dei socialisti in Italia, ma sempre dalla
parte del socialismo europeo ed dell'Internazionale Socialista". Per
Schulz il processo di riunificazione dei progressisti italiani deve
"trovare collocazione nel socialismo europeo, in quanto espressione piu'
significativa del riformismo democratico nel nostro continente". Schulz
ricorda il congresso dello Sdi nel 2006. "Allora biosgnava mandare a casa
il Governo Berlusconi - dice Schulz - adesso questo ostacolo e' stato rimosso
con la vittoria dell'Unione. Con Napolitano Presidente della Repubblica e Prodi
premier l'Italia e' tornata ad essere protagonista in Europa. Ora dobbiamo far
arrivare in porto la Costituzione europea bloccata dai referendum francese e
olandese. Dobbiamo contrastare la politica della destra conservatrice,
euroscettica e ultraliberale.
14 aprile 2007
Il
Presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, intende continuare a
parlare di Partito Democratico. Lo ha fatto capire chiaramente, in antitesi ad
Enrico Boselli, intervenendo al congresso nazionale dello Sdi in corso a
Fiuggi. 'Siamo stati i primi a parlare del partito democratico: ora quella cosa
che stanno costruendo non ci piace ma - ha sottolineato - vogliamo continuare a
discutere e partecipare a una cosa che sia anche un pezzo della storia
socialista'. Del Turco ha anche criticato la mancata sottolineatura della
'riabilitazione' di Craxi compiuta da Fassino: 'L'idea del Pantheon non mi
piace troppo, ma trovo singolare che un'assemblea socialista non prenda atto
che un dirigente dei ds, per la prima volta, dice di considerare l'esperienza
di Craxi come parte integrante della propria storia. Siccome ho chiesto per
anni la riabilitazione di Craxi, ora che c'e' siamo noi che dovremmo
applaudire'.
14 aprile 2007
Maribel Montano, graziosa esponente della segreteria del Psoe (Partito socialista spagnolo), non ha dubbi: "Noi per la Francia sosteniamo Segolene Royal. Giovedi' prossimo Zapatero sara' ad una manifestazione a Tolosa". Montano respinge la figura di Zapatero anticlericale. "Zapatero rispetta la Costituzione spagnola che afferma uno Stato aconfessionale. Due mesi fa il Governo spagnolo ha comunque rinnovato il Concordato con la Chiesa cattolica che concede un finanziamento pubblico di 25 miliardi di euro l'anno. Con la Confederazione delle confessioni islamiche e' stato altresi' raggiunto un accordo per l'insegnamento della religione islamica nelle scuole, dove richiesto. In Spagna ci sono 3 milioni di musulmani, soprattutto a Ceuta e Melilla". Sulla politica estera Montano conferma che "i socialisti sono per il multilateralismo. Per questo siamo in Afghanistan ed in Libano. E per questo motivo Zapatero, nel suo primo giorno di Governo, ritiro' le truppe spagnole dall'Iraq". Montano invita i socialisti italiani all'unita'. "Dopo la morte di Franco i socialisti spagnoli, grazie all'unita' (Izquierda Unida e' un partito molto piccolo), hanno governato per due terzi degli anni che ci sono stati".
14 aprile 2007
Esprimo il mio apprezzamento
per la determinazione con cui Enrico Boselli ha proposto la Costituente laica,
liberale e socialista. Non è la mera scelta dell'orgoglio socialista o
un'operazione di risulta per occupare lo spazio lasciato scoperto dalla
costituzione del PD, o l'aspirazione a costruirsi una nicchia di rendita su
generiche posizioni di sinistra nel momento in cui i DS si spostano verso il
centro. Si tratta invece dell'ipotesi ambiziosa di costruire un percorso
diverso, una diversa piattaforma con cui la sinistra laica, liberale e
socialista si candida alla guida della sinistra e del centrosinistra in un
rapporto che sarà inevitabilmente di alleanza e competizione con il Partito
Democratico. In questo senso il disegno della Costituente non rappresenta
l'abbandono della Rosa nel Pugno, ma un suo sviluppo e una sua integrazione in
una strategia più ampia e compiuta, anche per uscire dall'empasse in cui è
rimasto bloccato il progetto partitico della RnP. I Radicali devono sapere che
le porte della Costituente sono aperte. Dipenderà solo da loro la scelta fra
l'assecondare il solipsismo di Pannella ed il partecipare ad una formazione più
ampia, sulla base di regole comuni e condivise. Vedo il Partito che nascerà
dalla Costituente come una formazione nettamente a sinistra del PD sul terreno
della laicità e dei diritti civili. Ma questo partito sfiderà il PD sul suo
stesso terreno sulle politiche con cui coniugare modernizzazione e giustizia
sociale, senza delegare al PD i temi delle liberalizzazioni, della promozione
della concorrenza , della efficienza della P.A, della valorizzazione del
merito. C'è un target di giovani capaci nel lavoro e negli studi, di donne
protagoniste nella società, di lavoratori professionalmente forti, di piccole e
medie imprese decise a misurarsi sul mercato internazionale a cui dobbiamo
guardare con particolare interesse. Questi sono, secondo me, alcuni profili
essenziali che dovranno caratterizzare il nuovo partito.
Su questi temi in particolare, che attengono alla dimensione liberalsocialista
della Costituente, dobbiamo lavorare come movimento uscito dal Convegno di
Bertinoro, caratterizzandoci come una componente originale della fase
costituente, capaci di allargare il processo costituente anche a formazioni
politiche di origine laica, repubblicana, radicale, liberale di sinistra.
Dobbiamo sapere che la scommessa in cui ci stiamo tutti insieme impegnando è
ambiziosa ed esposta, come ogni grande operazione politica, al rischio del
fallimento. Penso infatti di avere - almeno per quello che mi riguarda -
un'idea abbastanza precisa di quella che potrà essere la formazione politica
finale che uscirà dal processo costituente. Vedo però tutte le difficoltà della
fase di transizione e realizzazione del progetto. Cosa faremo da lunedì
prossimo? La risposta tocca in primo luogo al vostro Congresso, per il ruolo
che lo SDI è chiamato a svolgere. Ma non possiamo stare fermi neanche un giorno
dopo il vostro Congresso. Penso che sia necessario insediare al più presto un
tavolo nazionale di regia della Costituente. Un tavolo aperto ai soggetti che
man mano aderiranno al progetto, ma intanto costituito dalle forze della
diaspora socialista, del PSDI, del movimento di Bertinoro e da quanti sono già
pronti a mettersi all'opera. Questa regia dovrà farsi carico di lanciare
comitati di promozione della Costituente in tutte le città italiane, di
predisporre un primo manifesto di valori e principi su cui aprire il dibattito
e organizzare queste iniziative nel paese. Dovremmo mettere in preparazione
anche una Conferenza Programmatica da tenere entro l'anno e aprire un dibattito
sulla forma Partito, per la quale - nella fase transitoria - penso sia
inevitabile pensare ad una forma federativa. Aggiungo infine l'idea di
costituire rapidamente una Fondazione culturale con la quale mettere in moto la
tante forze intellettuali che possono mobilitarsi attorno al progetto laico,
liberale e socialista.
14 aprile 2007
Il Partito Democratico al
centro dell’intervento di Romano Prodi al 5° congresso dello Sdi. Nel suo intervento
Romano Prodi ha sottolineato come “nel partito democratico le porte saranno
aperte al dialogo e all'unita', e che “il processo che porterà al Partito
Democratico non potrà considerarsi completo se non avrà il contributo di tutte
le grandi storie e culture del nostro Paese. Le porte del Pd sono aperte,
veramente aperte. I socialisti non possono che sentirsi a casa loro”. Il
Partito Democratico, dunque “non e' un compromesso storico bonsai”. “Stiamo
compiendo scelte distinte ma non distanti – prosegue il presidente del
Consiglio -. Comunque, i punti che ci uniscono sono più forti da quelli che ci
dividono. Il vostro congresso sta compiendo una scelta limpida e naturale, però
vi mentirei se non dicessi che mi sorgono interrogativi e che si pongono dei
problemi. Io ho sempre sognato una casa con tutti i riformisti, così come è già
stata per l'Ulivo". “Anche il Pd – dunque -, come l'Ulivo, nasce per
riunire non per dividere e vuole costruire una casa comune per tutti i
riformisti. Il cantiere aperto dallo Sdi per riunire le forze socialiste è
anche il nostro cantiere”. Il Presidente del Consiglio afferma quindi con forza
di non vedere come la strada dell'unificazione socialista e quella del Partito
Democratico possano essere considerate distanti”: “ Oggi siete qui a discutere
di un tema fondamentale, l'unità socialista, il grande ruolo che i socialisti
debbono ancora svolgere nel nostro paese. So che è argomento controverso, ma
non riesco a vedere come la strada dell'unificazione socialista e quella dell'unificazione
riformista e pluriculturale del Pd possano essere tra loro distinte: ritengo
che questo sia un cammino comune”. Prodi si rivolge, poi, direttamente a Enrico
Borselli che aveva parlato del Partito democratico come “camera di
compensazione tra Ds e Margherita”: “Ti assicuro che l'Ulivo, il Partito
democratico, sarà qualcosa di più ampio e più ricco". Per far ciò,
prosegue Prodi, “c'è bisogno del tuo aiuto", "il Partito democratico
deve essere impreziosito dalla cultura socialista che è un pilastro del
riformismo del nostro Paese". Concludendo il suo intervento, infine, il
presidente del Consiglio ha sostenuto quanto “il nostro governo e il paese
hanno bisogno di una forza socialista vera e compatta” ed ha espresso
gratitudine per "contributo all'azione di Governo. Ad esempio in politica
estera il multilateralismo riformista e l'impegno contro la pena di morte”.
14 aprile 2007
"Finalmente
sono a casa. La mia vita forse è ad una svolta. L'Italia ha bisogno di un forte
partito socialista ed ai socialisti non serve un Partito Democratico. Al
Partito Democratico serve un forte alleato socialista”. Così l'ex Ds Peppino
Caldarola si rivolge alla platea del congresso dello Sdi a Fiuggi. L'ex
esponente della Quercia, che ha lasciato il partito in dissenso con il progetto
del Pd, appoggia la costituente socialista di Enrico Boselli. E poi rivolto a
Boselli, Caldarola spinge perchè la costituente sia aperta a tutti coloro che
sono interessati a questo progetto: "Non facciamo una costituente ad
excludendum”. Tre dunque i punti di riferimento ai quali guardare: 'l'autonomia
socialista', l'idea di 'un socialismo largo' e 'l'adesione all'internazionale
socialista'. “I riferimenti da tenere presenti nella costruzione di questa
nuova area – conclude Caldarola - non devono essere la purezza socialista, ma
una autonomia e una adesione al socialismo europeo”.
14 aprile 2007
Per
Sergio Zavettieri, segretario de “i Socialisti”, il partito che ha fondato
insieme a Bobo Craxi è indispensabile “insediare subito un tavolo con tutti
coloro che sono disponibili e che condividono il progetto di una costituente
socialista”. Zavettieri ha anche auspicato “la convocazione il prima possibile,
di una grande conferenza di programma per stabilire la piattaforma politica”.
Quanto alla collocazione della Costituente Socialista, Zavettieri ha affermato
che “non dovrà porsi a destra o a sinistra del Partito democratico, ma avanti”.
I dirigenti dovranno invece provenire “dai giovani che non hanno partecipato
alle nostre guerre a sinistra”.
14 aprile 2007
Secondo
Lanfranco Turci fondamentale è andarae avanti con decisione e velocemente.
“Dopo il congresso dello Sdi – afferma - non potremo stare fermi neppure un
giorno. Penso che sia necessario insediare al più presto un tavolo nazionale di
regia della Costituente". "Un tavolo - ha proseguito Turci - aperto ai
soggetti che man mano aderiranno al progetto, ma intanto costituito dalle forze
della diaspora socialista, del Psdi, del movimento di Bertinoro e da quanti
sono già pronti a mettersi all’opera”. Turci apprezza la determinazione di
Boselli per la Costituente laica, liberale, socialista. Per Turci bisognerà
mettere in preparazione “una conferenza programmatica da tenere entro l'anno”.
Turci pensa ad una “forma federativa” per il progetto partito.
14 aprile 2007
Rino
Formica, leader storico del Psi, intervenendo al 5° congresso dello Sdi,
sostiene che “il partito democratico nasce per chiudere la storia del
socialismo, saranno garantite commemorazioni e pochi posti nella galleria dei
busti di gesso”. “Serve un grande sforzo per un socialismo largo che si innesti
nella nostra storia e sappia liquidare simboli che hanno suggestionato il
popolo e manipolato coscienze” ha proseguito Formica, mettendo, poi, in guardia
la platea socialista: 'Il socialismo come grande forza di cambiamento ha
conosciuto sempre a destra e a sinistra frontiere nette e definite”. “Sarà un
processo non breve - ha concluso Formica - che avrà bisogno di tappe
intermedie”, che ha infine indirizzato a Boselli “un grazie di gioia e liberazione,
perché ha aperto uno spazio fuori dei frammenti del vecchio Psi e solo a lui
dovrà andare in futuro, quando questo processo sarà compiuto, il merito”.
14 aprile 2007
Dare “vita ad una larga convergenza di tutti i socialisti italiani, che sappia, unendosi ad altri movimenti e gruppi della medesima ispirazione nel centrosinistra, dar vita ad una costituente". Così Bobo Craxi nel corso del suo intervento al quinto congresso dello Sdi. "Costituente - ha proseguito Craxi - che punti all'ambizioso traguardo di costruire o meglio ricostruire una vasta alleanza di segno socialista, riformista, democratica e liberale in grado di colmare il vistoso vuoto politico presente nel centrosinistra e che la nascente formazione Democratica rischia di determinare”. “Gli appelli – conclude - che ci vengono tardivamente lanciati non possono non tenere conto della grande tragedia politica che ha investito i socialisti, oggi desiderosi di ritrovare nell'unità una nuova ispirazione ideale per il futuro”.
14 aprile 2007
“La
scelta è fatta. Io, con quei pochi che mi seguiranno, sarò con voi in questo
percorso”. Lo afferma l'europarlamentare del Nuovo Psi, Gianni De Michelis,
intervenendo al congresso dello Sdi che sta discutendo la costruzione di una
Costituente dei socialisti. De Michelis bacchetta Caldarola: “Io seguo con cura
ciò che fa Bertinotti, ma Bertinotti è un'altra cosa. Schulz, pur di vincere,
non ha scelto per la Germania una alleanza con Lafontaine. La Spd ha preferito
la grosse koalition ed una alleanza con Angela Merkel”. De Michelis conclude il
suo intervento, confermando l'ok alla Costituente dei socialisti: "E'
giunta l'occasione di andare oltre e guardare al futuro. Sicuramente vale la
pena di tentare”.
15 aprile 2007
Le
associazioni giovanili socialiste aderiscono alla costituente lanciata al
congresso dello Sdi. In un comunicato siglato da 'Associazione per la Rosa nel
Pugno', Fgs, Nmgs, I giovani socialisti Italiani, Costituente Pse, Giovani
Sinistra Ds per il Socialismo e Giovani Psdi si legge che "il congresso
dello Sdi che si conclude oggi a Fiuggi è stata anche un'occasione nella quale
si sono ritrovati i rappresentanti delle realtà giovanili dei partiti". Le
associazioni giovanili socialiste propongono "un nuovo modo di fare
politica, legato alle nuove tecnologie, la riduzione dell'età dell'elettorato
attivo a 16 anni" e lanciano uno spazio web (www.noisiamoquelliche.it)
"dove raccogliere idee, contributi e adesioni. Intendiamo lanciare oggi
una campagna tesa alla costruzione di un manifesto identitario aperto e
innovativo, da realizzare interamente sulla base dei contributi che saranno
proposti attraverso il web". "I giovani figli della frammentazione
socialista - si legge in un comunicato stampa - si ripropongono di dare seguito
a questi propositi con una serie di iniziative comuni, prima delle quali quella
che si svolgerà sabato 28 Aprile a Tivoli, assise dove promuoveranno un
confronto, serio e serrato, da cui possa pervenire al processo 'di costituente'
un contributo utile e importante di una nuova generazione che avanza, vuole
crescere, responsabilizzarsi e rinnovare, senza scontri generazionali alcuni,
una politica e un ceto politico tra i più vecchi d'Europa". "
Siamo pronti a riprendere il cammino insieme", sostiene Lorenzo Pirrotta,
portavoce dei Giovani del Nmgs. D'accordo Francesco Mosca, segretario nazionale
della Federazione Giovani socialisti, secondo il quale "l'obiettivo della
costituente socialista non deve essere la riedizione dopo 15 anni del Psi, ma
una formazione politica nuova, che abbia come priorità l'affermazione del
valore della laicità dello stato". Invito raccolto anche dal 29enne
eurodeputato Alessandro Battilocchio, che si dice "contento di poter
contribuire a questo percorso: in fondo, anche se ci siamo divisi, siamo
cresciuti insieme".
15 aprile 2007
'In
questo congresso aleggia uno spirito garibaldino che anche Bettino Craxi
avrebbe gradito'. Lo ha detto Gianfranco Schietroma intervenendo al congresso
nazionale dello Sdi. Schietroma ha accusato Ds e Margherita di voler 'fare un
gioco sporco, modificando la legge elettorale per avere la maggioranza dei
seggi pur avendo solo il 23 per cento dei voti'. 'Ma in tutta Italia - ha
concluso - spira un vento di riscossa socialista, e questa e' l'occasione per
rifare un partito socialista che conti davvero'.
15 aprile 2007
"Rasmussen
e Schulz non sono sciocchi e cercano di stanare il disegno di Bayrou e Rutelli.
Un disegno antisocialista su scala europea". Lo afferma Pia Locatelli,
europarlamentare dello Sdi e Presidente delle donne dell'Internazionale
socialista. Locatelli aggiunge: "Al di la' di cio' che pensa Fassino, non
vogliamo un Partito Democratico intermedio fra i conservatori ed i socialisti.
Nel Partito Democratico europeo l'unico esponente di rilievo e' Bayrou, che in
Francia corre contro Segolene Royal, donna e socialista. La nostra famiglia
europea e' quella socialista. Non possiamo essere una sinistra anomala in un
Paese anomalo".
Di seguito l'intervento di Pia Locatelli
L’intervento di Pia Locatelli congresso Fiuggi 15
aprile 2007
Nella mia vita politica ho avuto delle passioni: le donne,
l’Europa, e una volta maturata la mia scelta, il socialismo. La libertà delle
donne sin da bambina (in una famglia di dodici figli, tre fratelli e nove sorelle)
tutti molto amati ma da subito mi è apparso chiaro che i maschi avevano un
trattamento diverso, privilegiato (mai lavori domestici, più uscite etc);
l’Europa dall’adolescenza, quando un federalista convinto organizzava i
tavolini sul sagrato della chiesa per il Movimento federalista europeo; i
valori socialisti da quando, poco più che ventenne, ho fatto la scelta di
partito. Venivo da una famiglia democristiana, ma avevo scelto la sinistra,
senza esitazione; all’interno della sinistra ho scelto il partito socialista
per tante ragioni, ma una in particolare ha pesato: che per i socialisti le
persone venivano prima del partito. E, come nella canzone di Paoli, sono ancora
qui, con le mie tre passioni che sono diventati impegni: sono parlamentare Europea
e faccio parte del gruppo parlamentare socialista (Europa e socialismo); sono
presidente dell’Internazionale Socialista Donne (donne e socialismo); sono
nell’unico partito italiano che , a differenza di altri, non ha mai avuto paura
di dirsi socialista in Italia, anche quando era molto difficile, anzi. Ora poi
lanciamo la Costituente socialista aperta non solo alla diaspora , ma a tutti
progressisti, laici, liberali radicali ambientalisti che non si ritrovano nel
partito democratico così come si va costruendo. Una costituente che non ha
paura di definirsi socialista, di richiamarsi alla socialdemocrazia che è la
principale forza riformista europea, una forza avanzata ed innovativa perché ha
sempre aggiornato la propria visione e la propria piattaforma programmatica
alle trasformazioni che via via negli anni avvenivano nella società. Rasmussen
e Schulz ci hanno detto che il Socialismo Democratico è e rimarrà la grande
forza politica europea.Possiamo noi perdere questo ancoraggio europeo? O
Vogliamo essere ancora una volta una sinistra anomala in un paese anomalo?
Saremmo provinciali ancora una volta se ci collocassimo (Turci) fuori dal più
vasto fiume del socialismo europeo. A proposito di COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE
ED EUROPEA, parliamo della Margherita che ha già promosso, a livello
internazionale, un Partito Democratico Europeo, il cui unico partner di rilievo
è quel Bayrou che sta correndo, contro Segolene Royale, una donna, una
socialista. Quando i dirigenti della Margherita ragionano di nuove collocazioni
europee al di là della socialdemocrazia, sembrano pensare un “partito
democratico europeo”, intermedio tra conservatori e socialdemocratici,
inaccettabile per il PSE e l’Internazionale Socialista. Per questo i nostri
compagni europei, che non sono sciocchi, stanno cercando di “stanare” Rutelli.
Avete sentito Rasmussen e Martin Schulz, I due non sono sciocchi e cercano di
far emergere che il disegno disegno di Bayrou e di Rutelli antisocialista su
scala europea, che Fassino lo capisca o no, lo voglia o no. Di fronte
all’attuale assetto bipolare europeo che impone scelte chiare e coerenti, o di
qua o di la, destra, sinistra, è necessario fare una scelta di campo chiara.
Poi è altrettanto necessario lavorare perché il PSE, espressione del riformismo
socialdemocratico, sappia aprirsi all’apporto di tutte le componenti del
riformismo cattolico democratico, liberaldemocratico, ambientalista, in cui
tutti si sentano pienamente rappresentati e protagonisti PARTITO DEMOCRATICO Se
esamino questo futuro “partito democratico” mi chiedo, prima di tutto, se potrà
svolgere la stessa funzione che ha la Spd in Germania, il Psf e il Psoe in
Francia e Spagna, il New Labour in Gran Bretagna ? Dubbi in proposito non li
abbiamo soltanto noi: per esempio, Emanuele Macaluso ha sostenuto che i Ds oggi
come ai tempi di Occheto sono prigionieri della loro ambiguità, con il rischio
di costituire ancora “ancora una volta, un soggetto senza un profilo politico
netto, cioè né carne né pesce”. Riconosco che ci sono riformisti diessini sostenitori
del “partito democratico”, che ribadiscono di non avere affatto una concezione
moderata del partito democratico e del riformismo, al contrario dicono che il
PD deve essere dotato di contenuti forti e radicali.
Ma di fatto il Partito Democratico appare possibile solo sulla base del minimo
comune denominatore, della minima conflittualità tra le sue componenti. E sulla
rinuncia alle identità politiche, alle culture politiche, perché sono di
ostacolo ad una formazione che vuole nascere a tutti i costi, senza nessun
chiaro impegno. Ma i paesi ed i leader europei che hanno lasciato e stanno
lasciando un segno con la loro azione avevano, hanno segni distintivi e
spiccati contenuti, a destra e a sinistra: pensiamo al darwinismo della
Thatcher in tutti i settori, non solo in economia, o a Clinton con la sua
ossessione della crescita economica, la flexsecurity di Rasmussen per arrivare
alla laicità e ai diritti civili come fondamento delle politiche di Zapatero,
per non parlare di Blair che con tutti i distinguo del caso ha nei fatti
realizzato in politica interna lo slogan ”meriti e bisogni”. Altro che
politiche minime o fine delle ideologie. Qui bisogna andare all’attacco e avere
coraggio. E a questo proposito vorrei parlare di laicità. Non è questione di sottovalutare
il rapporto con l’elettorato cattolico: noi di Bergamo, sappiamo cosa vuol dire
il cattolicesimo sociale, quello di papa Giovanni, del concilio, altrochè se lo
rispettiamo ! Ma l’Ulivo di Fassino e Rutelli prende lezioni di laicità persino
dalla nuova Dc di Rotondi, fa rimpiangere la vecchia Dc di Moro e De Gasperi,
che al Vaticano sapeva dire “no” ! E’ già stato detto tanto su questo tema;
aggiungo solo una cosa. Il 13 marzo scorso il papa ha detto che ci sono dei
valori che non sono negoziabili e che impongono ai legislatori cattolici di
fare leggi coerenti con questi valori, perché si tratta di valori fondanti
della natura umana. Il diritto naturale viene definito dalla chiesa, che se ne
autoproclama unica interprete. E al Chiesa incita all’obiezione di coscienza
non solo i medici ma tutti dal personal amministrativo, ai giudici, ai
parlamentari. Quindi secondo loro sarebbero bi valori fissati dalla chiesa e
non, ad esempio, i valori costituzionali che devono guidare i legislatori. Qui
non si tratta più di decidere se la chiesa può dire o meno la sua o meno, qui
la chiesa cerca di imporsi attraverso un rifiuto dell’ordine civile e delle
leggi dello stato. E’ paradossale la situazione di voler insegnare all’Islam la
modernizzazione e diciamo a questo mondo che la Sharia non può essere la fonte
delle leggi in Iraq piuttosto che in Afghanistan e poi in Italia dovremmo
accettare che si dicaai legislatori cattolici si dice: o obbedienza o peccato E
allora guardando al futuro? Noi abbiamo questo importante compito di lavorare
perché continui ad esistere in Italia un partito socialista. Lo abbiamo fatto
negli anni bui, e lasciatemi rivendicare un merito. In quegli anni, 93, 94 non
ho mai perso una riunione dlla IS, facevo insieme, la delegata e la capo delegazione,
perché non volevo che si dicesse che i socialisti italiani erano spariti. Ora
per la prima volta della questione socialista sembra che se occupino anche
altri che non provengono dal PSI. Non era mai successo. Allora io credo che noi
dobbiamo valorizzare questa nuova ricchezza,. Per questo abbiamo un ruolo
indispensabile di critica e di stimolo per un rinnovamento effettivo della
sinistra italiana. Questo non significa che ci arrochiamo in un recinto dove
coltivare la fede socialdemocratica perché l’idea di Con i piedi ben saldi sul
nostro terreno socialista, allora si possiamo aprirci a tutte quelle componenti
progressiste, i liberali riformatori, gli ambientalisti riformisti, i radicali,
a tutti quelli che come noi sentono la necessità di un paese moderno, dinamico,
laico che non può che essere costruito che dai riformisti moderni, dinamici,
laici. Ci isoliamo rispetto al partito democratico? No, io no mi isolo da
nessuno, nemmeno dal PD, ma io voglio un confronto critico ma sui programmi di
modernizzazione del paese, dalle pensioni alla formazione alla innovazione,
alla ricerca prima di firmare una cambiale in biano a Rutelli e Fassino. E a
proposito di programmi e di politiche: l’altrieri il presidente del consiglio
ha scritto un lungo articolo sul corriere per dire come intende spendere il
tesoretto. Dice che due terzi andranno in diverse forme a chi affronta con
maggior difficoltà il cammino della propria esistenza. Bene e allora io voglio
ricordargli che i più poveri dei poveri e le persone più a rischio di povertà
sono le donne, le madri sole, le anziane con la pensione sociale perché hanno
nella loro vita di casalinghe supplito all’assenza dello stato sociale in
Italia e così pagano due volte questa assenza, da giovani e da vecchie con una
pensione misera. (A proposito di pensioni, io ho sottoscritto la mozion di
Borselli, la condivido.Ma ci sono due punti sui quali non sono d’accordo.
Quello che parla della prostituzione perché noi siamo contro la mercificazione
del corpo delle donne e quello della pari età per andare in pensione per uomini
e donne. Non si parte dalla coda a risolvere i problemi della parità tra uomini
e donne. Si pare dall’inizio. Ad esempio prevedendo misure per conciliare vita
familiare e professionale per le donne e per gli uomini. Allora si acetteremo
di andare in pensione alla stessa età, caro Robero Villetti. L’Italia ha dei
record negativi rispetto all’ Europa a partire dal basso tasso di occupazione
femminile, che si lega al basso tasso di natalità alla assenza di asili nido o
scuole materne.. Allora lo suggerisco a Prodi di spendere il tesoretto per
questi bisogni. E, visto che parliamo ancora di programmi e progetti. Si sta
discutendo della riforma della legge elettorale: si faccia una legge elettorale
che faccia superare un’altra anomalia italiana rispetto all’Europa, che è
quella di essere tra gli ultimi paesi per presenza di donne nelle istituzioni.
Ci si preoccupa di tante cose quando si parla di legge elettorale, non ho mai
sentito toccare questo argomento di una rappresentanza più equilibrata di
uomini e donne. E Prodi questo impegno lo aveva assunto. Cerchi almeno ora di
mantenerlo visto che nella composizione del suo governo non lo ha fatto. E
facciamolo poi anche noi nel nostro partito. Un grande partito del riformista è
ancora all’ordine del giorno: dovrà essere laico e cristiano assieme (ma certo
non clericale), radicale nei princìpi quanto moderato e soft nel modo di
proporsi, e infine liberale perché socialista. Già cento e più anni fa Eduard
Bernstein insegnava che “non esiste idea liberale che non appartenga anche al
patrimonio ideale del socialismo. Il riformismo socialista non è riducibile
alla pura e semplice accettazione dell’economia di mercato, c’è di più, c’è un
umanesimo, c’è l’attenzione a tutte le differenze, da quella uomo/donna a
quella tra generazioni, ai bisogni dei poveri, che sono quelli di sempre e ai
nuovi bisogni di qualità della vita, salute, tecnologia, ricerca, ricerca,
ricerca. C’è quindi un grande spazio per noi. Certamente non rimarremo soli:
tanti altri, fuori dallo Sdi, guardano a noi, e non dobbiamo deluderli. C’è
bisogno di un grande rinnovamento e a questo proposito dobbiamo affrontare la
partita della organizzazione e della gestione, troppo chiusa del partito.
Questo è un tema che io chiedo di affrontare molto seriamente, direi
severamente, nel partito. Non c’è, non ci può essere una vera gestione
democratica quando gli organismi sono come quelli di ora, con un esecutivo di
60-70 persone, una direzione di 170-180, un consiglio nazionale di 700. Così è
far finta di contare in tanti e invece decidono in pochi. Qui dobbiamo darci
una mossa seria: organismi veri snelli agili, che svolgono davvero i loro
compiti, compiti chiari e definiti e poi è ora che sia un gruppo dirigente
inclusivo, non escludente, che si autoperpetua come capita ora, e lasciatemi
sottolineare questo: un partito inclusivo anche per quanto riguarda donne e
giovani. Lo ha detto Boselli nella sua relazione, adesso bisogna passare ai
fatti Questo è certamente un obiettivo non facile, ma quando mai abbiamo avuto
vita facile. Il problema dell’organizzazione che pongo, non è fine a se stesso;
lo pongo perché sono convinta che il nostro partito deve attrezzasi a sempre
maggiori responsabilità, a doveri crescenti verso il nostro paese. Vedete
compagni, ci sono partiti che nascono da necessità contingenti, da ragioni
elettorali e di potere, e partiti che nascono invece da reali e profonde
ragioni storiche: noi siamo nati per la libertà e la giustizia sociale in
questo paese, in europa e nel mondo. Io non so, come dice Peppino Caldarola se
tra dieci anni il partito democratico ci sarà ancora. Sono incece certa che i
socialisti ci saranno sempre in Italia, in Europa nel mondo.
15 aprile 2007
Con
una rielezione plebiscitaria alla segreteria del partito, il quinto congresso
dello Sdi sancisce un successo prima di tutto personale e poi politico di
Enrico Boselli. Come gli ha profetizzato ieri dal palco del Palaterme un
'grande vecchio' del socialismo craxiano come Rino Formica, Boselli 'rischia'
di passare alla storia come colui che ha compiuto due missioni considerate
remote e velleitarie fino a venerdi' scorso. La prima, ormai a portata di mano,
e' la ricomposizione dei piccoli frammenti che sono riusciti solo in parte in
questi anni a ereditare il consenso elettorale del Psi, con la formidabile
concorrenza di Berlusconi. Bobo Craxi e Gianni De Michelis, che ancora la sera
prima di dichiarare pubblicamente la sua adesione personale alla costituente
socialista chiedeva l'uscita dal governo Prodi come precondizione per trattare,
hanno riconosciuto a Boselli una virtu' fondamentale in politica: la tigna.
Certo, la costruzione del partito democratico gli ha dato, per usare un termine
televisivo, un 'aiutone', il quadro politico gli e' venuto incontro e il merito
e' di averlo trovato li', con la rosa nel pugno, nonostante le diffidenze dei
Radicali. L'argomento decisivo per convincere vecchi e nuovi compagni e' stata
la possibilita' concreta di organizzare per la prima volta dalle vicende
traumatiche dei primi anni '90 una forza identitaria di ispirazione socialista
e riformista con uno spazio elettorale potenziale che va ben oltre il 2%. La
seconda sfida, infatti, lanciata da Boselli in queste settimane, la costituente
socialista, esce dal Palaterme di Fiuggi con diversi punti in piu' sul
totalizzatore dei concorrenti in corsa per pescare nel serbatoio elettorale
della sinistra Ds. Gli interventi di Gavino Angius, di Fabio Mussi, di Valdo
Spini, le adesioni emozionate di Peppino Caldarola e Lanfranco Turci non
lasciano dubbi che il cantiere in cui lavorare anche per tentare l'aggancio con
le componenti piu' radicali della sinistra e' quello impiantato a Fiuggi dal
segretario dello Sdi. In tempi di scioglimenti e di nuovi cantieri per i
partiti del centrosinistra nato dal maggioritario, anche questo dello Sdi e'
l'ultima assise congressuale che si conclude con una rievocazione del passato
che in qualche modo ha il sapore di un analogo tentativo di Pier Ferdinando
Casini nel centrodestra. Li' si rievocano i fatti della Dc, qui si riparte
dalla ricomposizione di quello che fu il Psi. Ma fermarsi a questo, nella
lettura di quanto accaduto in questi giorni a Fiuggi sarebbe riduttivo. La
voglia di stringere e concretizzare in tempi brevi tavoli di confronto che
diano gambe alla nuova iniziativa lo si e' vista in modo palpabile quando i
componenti del parterre del congresso si sono promossi subito da 'ospiti' a
'partecipanti', trasformando l'appuntamento congressuale da ultimo dello Sdi al
primo della 'costituente', che secondo Boselli dovrebbe concludersi in autunno,
in concorrenza anche temporale con la costituzione del Partito democratico. Lo
sbocco futuro di una collocazione autonoma della nuova formazione politica non
e' tuttavia altrettanto scontato, nonostante gli attacchi al Partito
Democratico che sono stati posti nel suo Dna lascerebbero pensare. L'apertura
di ieri di Romano Prodi all'aggregazione socialista - subito rintuzzata da
Boselli nella replica di oggi - e il percorso gia' sperimentato nell'Ulivo
dell'alleanza con i cattolici della Margherita, oggi principali destinatari
degli strali dei socialisti, potrebbero riavvicinare i due 'cantieri', come li
ha chiamati anche il presidente del Consiglio. In questa prospettiva, passata
la tornata dei congressi e dopo i primi test elettorali, Boselli e i socialisti
potrebbero chiedere di sedere al tavolo delle trattative con il Pd con un peso
ben piu' consistente che ne potrebbe cambiare l'assetto. (Asca).
Innanzitutto mi presento
sono un compagno della Sezione Sandro PERTINI di Borgaro Torinese, è
passata da poco la Santa Pasqua, ed ho mandato, gli auguri a molti miei concittadini,
dove vi era una vignetta, che riportava questa dicitura. I partiti sono come le
uova di pasqua di fuori sono tutti uguali ma all’ interno la sorpresa cambia,
perchè i partiti “li fanno gli uomini”. Tutto questo per dire una cosa sola non
è il partito democratico che fa nuovo il sistema se gli uomini che lo devono
governare la pensano sempre alla stessa maniera. Il nuovo partito democratico
dovrebbe essere una formazione aperta a tutte le forze riformatrici facenti
capo alla sinistra moderata e non una nuova Democrazia Cristiana, una spinta vitale che pervade la Società,
che entusiasmi, susciti emozioni, elabori proposte capaci di concretizzarsi in
realtà positive. Altrimenti
nasce già vecchio e la sua funzione si esaurisce prima ancora di esprimersi. Il vero problema sta nella identità dei DS,
che continuano a fuggire all’idea di sostenere una identità Socialista, eppure
non vi sono terze e quarte vie, vi è il partito Popolare, conservatore. Con
Forza Italia i e
conservatori Inglesi.E’ il partito Socialista Europeo, noi non possiamo
accettare un riformismo generico, senza ideologia, senza tradizioni. Il nostro
partito Socialista Europeo, e composto da
laici, cattolici, credenti, e non credenti, per finire compagni,
ritorniamo a fare politica con la ( P )
Maiuscola riprendiamoci gli argomenti
che erano dei nostri padri e oggi sono i nostri, andiamo la dove ce una
fabbrica in crisi di lavoro, battiamoci per una Sanità più efficace. 1 Battiamoci per una scuola
pubblica che funzioni perchè ci è sfuggita di mano, ritengo che non sia
sufficiente parlare solo scuola pubblica, ma soprattutto alla luce degli ultimi
eventi un percorso scolastico veramente
formativo e non solo momenti nozionistici e didascalici. Una scuola che sappia
insegnare, ma anche punire. Una scuola in cui accanto all’insegnamento
dell’inglese fin d lle elementari, si affianchi una differenziazione nelle
superiori a seconda dell’inclinazione dello studente. E per chi intende entrare
nel mondo aziendale stage conoscitivi delle realtà più dinamiche. Inserire
l’ora di prevenzione sanitaria. 2 Battiamoci per una maggiore sicurezza, ed una maggiore
vivibilità delle nostre Città, il senso di insicurezza che caratterizza le
nostre metropoli, può e deve essere rafforzato non solo con una presenza più
visibile delle forze dell’ordine, ma anche e sopratutto con la sensazione della
certezza della pena. Gli extracomunitari devono essere coinvolti
nell’abbattimento del muro di omertà che tutela i tanti crimini, i poliziotti
devono essere spostati dalle scrivanie in pattugliamenti e dotati di mezzi
adeguati per prevenire e reprimere. 3Battiamoci per gli
imprenditori il momento delicato suggerisce scelte importanti, riforme vere
come quella previdenziale, liberalizzazioni fondamentali come quella
dell’energia che accrescano i concorrenti, non interferenza statali su
trattative private anche laddove esista la possibilità di acquisizioni
straniere in settori strategici del nostro sistema. Le nostre aziende, d’altro
canto, devono essere messe nelle condizioni di presentare offerte per
espandersi sui mercati internazionali. 4Questioni Di alto rilievo, di non
facile soluzione ci attendono, mai affrontate precedentemente. Conciliare le
esigenze di sviluppo, con la tutela ambientale, non è facile. Alcuni accenti dei verdi, se aiutano a far crescere una
sensibilità su temi ancora troppo fragili, a volte non tengono insufficiente
considerazione le esigenze dello sviluppo. Riconoscere
la necessità di provvedere ad una dotazione di nuove più moderne
infrastrutture, ci pone a volte di fronte a problemi non risolvibili
sull’impatto ambientale. E’ meglio dirle queste cose. Una forza, come la
nostra, di governo, non può essere frenata nelle sue scelte dobbiamo anche
sfuggire ad un'ipocrisia latente, per cui nei confronti della politica
ambientale si fanno sempre degli omaggi rituali, per poi non ascoltare del
tutto le sue indicazioni. Compito nostro è quello di migliorare la qualità
della vita, ma nell'ambito di una politica di sviluppo. Caro Enrico io sono uno
di quelli che a mosso delle critiche politiche, verso la tua persona, o detto
che sembriamo il partito dei traghettatori, Dini, girasole, Radicali. E per
stare sempre in tema di navigazione devo darti merito che ai tenuto la” rotta”
dei Socialisti sempre diritta, e per questo dobbiamo noi tutti dirti. Grazie, Grazie, Grazie
Francesco
Gravina