COMUNICATO STAMPA
29 gennaio 2008
RICCA (SDI): CON LA LEGGE 194 DIFENDIAMO UN DIRITTO CHE NON SI ESERCITA CON GIOIA
<< Le donne
italiane devono poter continuare ad avere il diritto all’autodeterminazione e
alla libera scelta >>
<< Mettere in discussione
la legge sull’aborto oggi vuol dire riaprire un dibattito pretestuoso e mettere
in discussione non tanto la legge che è stata confermata con un referendum dal
consenso schiacciante, ma un vero e proprio diritto >> così esprime
la sua opinione il consigliere regionale Luigi Ricca, proponente di un ordine
del giorno in merito alla 194, sottoscritto anche dai consiglieri Valloggia e
Turigliatto.
<< Tra gli aspetti
fondamentali della Legge 194 non possiamo dimenticare il diritto alla
procreazione cosciente e responsabile, il riconoscimento del valore sociale
della maternità, la promozione della cultura della prevenzione –
puntualizza Ricca -. La legge in vent’anni ha consentito la drastica
riduzione degli aborti senza mai tuttavia essere utilizzata come regolatore
delle nascite. Infatti dopo la sua approvazione, le interruzioni volontarie di
gravidanza sono scese, dal 1983 al 2003, da 235.976 a 132.178 con una riduzione
del 43,5%. Le donne italiane che hanno diritto all’autodeterminazione e libera
scelta, hanno utilizzato l’aborto con estrema ratio e mai come un diritto
esercitato con gioia >>.
L’aborto è un dramma vissuto in
prima persona proprio dalle donne che decidono di praticarlo e su questo
aspetto il capogruppo Sdi precisa: << Nel tempo si è acquisita
maggiore consapevolezza sebbene oggigiorno a ricorrere più facilmente
all’aborto sono le fasce più povere della società, le donne immigrate e le
vittime della solitudine e dell’instabilità. Serve dunque una decisa campagna
di informazione che promuova progetti concreti di educazione alla sessualità
nelle scuole al fine di evitare l’aborto. La 194 è una buona legge che va
completata sotto l’aspetto dell’informazione, dell’educazione e della
prevenzione >>.
L’Ordine del giorno presentato
invita anche la Giunta Regionale a farsi carico di chiedere, in maniera
improrogabile ed urgente, la rimozione
di tutti gli ostacoli che impediscono la piena applicazione della legge in
tutte le strutture ospedaliere prevedendo nella programmazione regionale che
almeno il 50% di personale, medico ed infermieristico, sia non obiettore.